L’aeroporto può risorgere a Pasqua
Incontro a Fenosu tra il responsabile regionale dell’Enac e alcuni imprenditori privati interessati al bando imminente
ORISTANO. La data non poteva essere più evocativa: le prospettive di rinascita dell’aeroporto di Fenosu verranno valutate nei giorni di Pasqua. L’annuncio è arrivato ieri mattina durante un incontro convocato dall’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) a cui hanno partecipato gli investitori che hanno messo l’occhio sull’usato sicuro dell’aeroporto oristanese, pronti a scommettere su una nuova vita dopo l’oblio degli ultimi quattro anni.
E l’Enac non può che essere felice dell’interesse manifestato dai privati per quello che fino a qualche tempo era un piccolo buco nero capace di generare un passivo milionario. Il bando per la concessione ventennale sarà dunque pubblicato a Pasqua e l’impressione è che siano molti quelli che non se lo faranno sfuggire, o che perlomeno ci proveranno.
La nuova vita dello scalo oristanese è destinata a svilupparsi all’interno dei canoni imposti dall’aviazione generale, che non comprende i voli commerciali e quelli militari: «Ma che apre interessanti orizzonti di crescita per Oristano - ha commentato il direttore dell’Enac Sardegna, Marco Di Giugno -, la cui posizione è strategica rispetto al resto della Sardegna».
Un mantra, quello del vantaggio geografico, ripetuto più volte nel corso della storia recente dalla provincia senza quasi mai abbandonare il campo delle ipotesi. Oristano è al centro della Sardegna, ma non è il centro della Sardegna. Anzi. La riscossa potrebbe però partire proprio da Fenosu, che sembra passato dallo status di oggetto misterioso a quello di oggetto del desiderio da quando la liquidazione della società di gestione ha lasciato campo libero ai privati: «La Sogeaor ha fatto danni enormi facendo il primo passo più lungo della gamba - ha detto ancora Di Giugno -, ma questo non cambia la realtà delle cose: Fenosu è un aeroporto che potrebbe ritornare in attività nel giro di un mese e su queste piste si potrebbero sviluppare attività in grado di creare economia».
I buoni propositi ci sono e le indicazioni pure: Fenosu sarebbe pronto a diventare la centrale sarda della Protezione civile, ma anche il melting-pot delle scuole di volo sarde e del paracadutismo sportivo, oltre che la pista da cui far decollare gli oggetti che saranno la moda del futuro, i droni. Senza considerare le applicazioni pratiche che potrebbero sfruttare gli istituti scolastici che insegnano le tecniche aeronautiche, che solo in Sardegna hanno più di 600 alunni. L’unica limitazione riguarderebbe il numero di passeggeri in entrata: fuori dal circuito dell’aviazione commerciale a Fenosu potrebbero atterrare aerei dal peso massimo di 5 tonnellate, con a bordo 15 passeggeri, al massimo 16: «Per ora il territorio non potrebbe sopportare molto di più e questi voli sarebbero l’ideale per trasportare gli spettatori della Sartiglia, ad esempio, ma anche i giocatori di golf attratti da Is Arenas», ha detto ancora Di Giugno.
Nel caso, toccherebbe al territorio attrezzarsi di conseguenza e prepararsi ad accogliere l’eventuale, e possibile, aggiornamento dell’aeroporto oristanese verso l’aviazione commerciale. Ipotesi, queste, che hanno sollevato l’interesse dei possibili investitori, tra cui il Distretto aerospaziale sardo, rappresentato da Giacomo Cao, che ha annunciato la partecipazione al bando per la concessione di Fenosu da parte di una cordata composta dalla Aeronike, che aveva già acquisito le quote della Camera di commercio, da un’associazione di paracadutisti sportivi e dallo stesso Distretto aerospaziale: «Ma siamo pronti a ricevere anche altre adesioni», ha aggiunto Cao.
Fenosu, insomma, interessa e non è detto che dopo la figuraccia del passato l’aeroporto oristanese possa ripercorre il mito della fenice e rinascere dalle sue ceneri.
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