La Nuova Sardegna

Oristano

Il Puc era monco, il Comune costretto a ripartire da capo

di Enrico Carta

Santa Giusta, cancellato quello approvato ad aprile Mancavano pareri obbligatori. Ora è corsa contro il tempo

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SANTA GIUSTA. Stop e retromarcia. Il Comune è costretto a tornare al 2010 e ad annullare il Puc approvato nella scorsa primavera al termine della legislatura, quando incassò il voto favorevole della maggioranza di allora che sosteneva il sindaco Angelo Pinna e le polemiche dell’opposizione che aveva invece abbandonato l’aula dopo aver elencato i motivi per cui il Piano Urbanistico Comunale sarebbe stato “cassato”. A distanza di qualche mese la partita si gioca a ruoli invertiti e con carte che parlano chiaro dando ragione a chi allora avanzava le perplessità. Così la giunta guidata ora da Antonello Figus si ritrova di fronte a una corsa contro il tempo per evitare l’arrivo di un commissario.

Venerdì, infatti, il consiglio comunale ha votato in favore del riavvio delle procedure per l’adozione di un nuovo Piano urbanistico che ha fatto immediatamente decadere la precedente adozione definitiva votata poche settimane prima dell’addio amministrativo della giunta di Angelo Pinna. Ad aprile del 2015, contestualmente all’esame delle trentacinque osservazioni, ci fu l’adozione dello strumento urbanistico sebbene mancassero il parere obbligatorio della Provincia per la Valutazione ambientale strategica e quello regionale sul Piano di assetto idrogeologico.

La maggioranza di allora incassò però il parere favorevole del segretario comunale e così fece il passo che ora è stato cancellato. A fine dicembre la Provincia ha espresso il suo parere obbligatorio sulla Valutazione ambientale strategica e non è stato positivo. A questo punto non rimaneva altro se non azzerare le procedure e ritornare al punto zero. Il lunghissimo iter riparte da capo e il consiglio comunale sarà costretto a riadottare il Piano nel rispetto delle motivazioni indicate dalla Provincia e superando alcuni errori materiali già segnalati in sede di esame delle osservazioni. Si procederà poi a modificare alcune scelte urbanistiche o regolamentari che non erano state condivise al momento dell’adozione definitiva.

Il salto all’indietro fa ritornare lo strumento urbanistico al 2010, visto che anche il tentativo della giunta Pinna nel 2012 non era andato a buon fine perché il Puc era monco dell’obbligatorio regolamento edilizio.

Ora, con un effetto a cascata, a decadere non è soltanto il Piano urbanistico. Il suo annullamento si porta con sé anche il colpo di spugna sul Piano di utilizzo dei litorali accompagnato dalle procedure per la definizione del Piano particolareggiato del centro matrice mai avviate.

Il rischio commissariamento è stato allontanato dopo una mediazione che aveva portato a una proroga valida sino al prossimo dicembre. Ma vista la complessità e la lunghezza della procedura non ci sono da dormire sonni tranquilli.

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