I ceri benedetti illuminano il primo atto della Sartiglia
In mattinata, dopo le messe, l’investitura ufficiale dei due componidori Francesco Castagna e Alessio Garau capicorsa di contadini e falegnami
ORISTANO. Una luce flebile illumina l’alba, prima che i raggi del sole rivolgano il loro sguardo verso il giorno che arriva. È la Candelora, la sveglia suona presto. Per qualcuno nemmeno c’è bisogno che suoni, perché la notte sarà passata senza sonno con la mente affollata di immagini e proiezioni di chi aspetta il suo giorno. Due gremi, due componidori. Il resto del mondo resta fuori a far da cornice al primo irrompere della grande festa. Sino a oggi è stato tutto quasi come fosse un gioco, un bellissimo gioco. Da questa mattina tutto diventa tremendamente serio con la Sartiglia che inizia a percorrere quelle strade secolari che l’hanno condotta più vera che mai sino ai nostri giorni.
L’alba, dunque. È il punto di riferimento per il gremio dei contadini guidato da s’oberaiu majori Amedeo Pireddu che aspetta il suo cavaliere per la consegna del cero appena benedetto durante la messa antelucana delle sette del mattino nella chiesa di San Giovanni dei Fiori. Così l’istituzione ecclesiastica accoglie nel suo alveo la giostra equestre e il carnevale e allo stesso tempo il gremio di San Giovanni abbraccia Francesco Castagna, il prescelto per il ruolo di componidori. I primi auguri avverranno sotto le piccole navate della chiesa campestre per poi uscire da quegli spazi angusti e raggiungere la città. In piazza Roma ci sarà la consegna del cero benedetto qualche ora prima. Amedeo Pireddu investirà ufficialmente il capocorsa e i suoi compagni di pariglia Federico Fadda e Mauro Secci, pronti a svolgere il ruolo di segundu e terzu nella Sartiglia di domenica prossima.
L’altra metà del cielo oristanese reca con sé i colori, le attese, le emozioni e le preghiere di San Giuseppe, patrono del gremio dei falegnami. È un altro spaccato della festa che in questo caso comincia più tardi, alle 8.30, sotto le volte più ridondanti della Cattedrale dove verrà celebrata la messa per la benedizione dei ceri. Un abbraccio e un arrivederci a poche ore più tardi chiuderanno quel momento. Alessio Garau, componidori di martedì 9 febbraio andrà via verso vico Laconi. Aspetterà lì sino alle 11.30 l’arrivo del presidente del gremio, su maiorale en cabo Umberto Atzei. La consegna dei ceri benedetti suggellerà l’unione tra i falegnami e il suo capocorsa, affiancato dai compagni di pariglia Gianluca Russo e Andrea Solinas.
La mattina vola via così, alla luce simbolica delle fiammelle dei ceri benedetti per illuminare il resto della giornata con Oristano che andrà a rendere omaggio ai suoi cavalieri per fare propria la festa che la travolgerà in un vortice di emozioni rapidissimo. Il calendario, con il carnevale che esplode in tutto il suo vigore già domenica, concentra tutto in pochi giorni. Ancora più intensi, ancora più al sapore di Sartiglia. Una Sartiglia che forse recherà con sé anche quel benefico effetto che le superstizioni dei secoli scorsi le attribuivano. La festa della fertilità, generata dal numero di stelle infilzate dai cavalieri, inizierà probabilmente ancor prima che il corteo dei cavalieri arriverà in via Duomo attorno all’una di domenica. Le previsioni del tempo indicano infatti che la pioggia tanto attesa è in arrivo copiosa proprio per il primo giorno di Sartiglia. Un calcio alla siccità che renderà forse più problematica la giostra e le galoppate dei cavalieri. Ma è la terra, in tutti questi mesi di arsura, a chiedere l’acqua. Benedetta come non mai, benedetta come i ceri e la loro fiamma. Opposti che si uniscono.
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