La Nuova Sardegna

Oristano

Pescatori di ricci nell’Area Marina, blitz della Forestale

di Enrico Carta
Pescatori di ricci nell’Area Marina, blitz della Forestale

Cabras, denunciati in tre: non avevano le autorizzazioni Sequestrata l’attrezzatura, ributtato in mare tutto il pescato

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CABRAS. Area Marina Protetta fa rima con vincoli. Quelli per la pesca sono tantissimi e se non si è in possesso di un’autorizzazione i rischi sono parecchi. Lo sanno benissimo tre pescatori di ricci che nei giorni scorsi, all’uscita dall’acqua, hanno trovato una sorpresa sgradita ad attenderli. Gli uomini della stazione di Oristano del Corpo Forestale erano pronti ai controlli che puntualmente sono scattati e altrettanto puntualmente hanno portato a tre denunce, frutto di due controlli distinti lungo le coste dell’Area Marina Protetta del Sinis-Isola di Mal di Ventre.

Due di loro sono pescatori di Cabras, mentre il terzo è oristanese e, quanto mai, vale il detto che sono stati beccati con le mani nella marmellata anche se, in un caso come questo, hanno dovuto fare molta più attenzione alle spine. I controlli, nonostante la disponibilità limitata di personale per un tratto di costa assai ampio, vanno avanti costantemente e hanno anche dato i frutti sperati nella zona di Turr’e Seu e in quella di San Giovanni di Sinis. Ciascun pescatore – uno di loro si era immerso durante le ore notturne – aveva con sé circa mille ricci di mare appena raccolti e ovviamente ancora vivi, pronti per essere rivenduti e finire sulle tavole di casa o di qualche ristorante particolarmente ben fornito. Gli agenti della Guardia Forestale, dopo averli sequestrati, hanno ributtato in mare tutto il pescato.

Ma ovviamente il loro intervento non si è limitato a questo. Accertato che i pescatori non avevano le licenze, hanno provveduto anche a sequestrare l’attrezzatura – provvedimento già confermato dal magistrato – e a far scattare le denunce. Nell’Area Marina Protetta, nelle zone a tutela integrale, possono praticare la pesca solo coloro che sono in possesso dell’autorizzazione rilasciata dall’Amp, in tutto una cinquantina di persone che possono prelevare un massimo 1.500 ricci al giorno.

Ora andranno incontro a un processo che appare inevitabile, mentre i controlli proseguono lungo l’intero litorale della provincia. Anche nelle zone non sottoposte a tutela, come quella di San Vero Milis, esistono delle regole che non sempre vengono rispettate. In tal caso però si rischia una sanzione amministrativa.

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