Doddore Meloni sfida il Comune: «Gli atti in sardo»
ORISTANO. In sardo, prima di tutto. Non solo la multa, ma anche gli atti del procedimento di fronte al giudice di pace davanti al quale Doddore Meloni ha trascinato l’amministrazione comumale che gli...
ORISTANO. In sardo, prima di tutto. Non solo la multa, ma anche gli atti del procedimento di fronte al giudice di pace davanti al quale Doddore Meloni ha trascinato l’amministrazione comumale che gli aveva comminato una multa per aver occupato una parte di piazza Eleonora per una manifestazione. Secondo la polizia locale il tavolino posizionato a ridosso della panchina sotto la statua della giudicessa occupava uno spazio pubblico in modo non congruo. Secondo Doddore Meloni, giusta o meno che fosse, la contestazione sarebbe dovuta essere fatta anche in lingua sarda così come gli atti del procedimento per il quale ora è protagonista dal giudice di pace. A tal proposito l’udienza di ieri è stata alquanto movimentata. Dapprima c’è stato il cambio del giudice con Carla Cadoni che ha preso il posto di Giorgio Moretta, quindi è iniziata la lunga discussione su come procedere. Il Comune, tutelato dall’avvocato Gianna Caccavale, già a conoscenza del rinvio d’udienza, non ha citato i tre agenti di polizia locale chiamati a testimoniare. Ha anzi avanzato la richiesta di una rinuncia ai testimoni che ha trovato l’opposizione dell’avvocato Cristina Puddu, la quale ha poi rinnovato la richiesta di ottenere tutti gli atti scritti in entrambe le lingue, quella italiana e quella sarda. Dalla sua, il leader indipendentista di Meris ha già diversi pronunciamenti della corte di Cassazione e alcuni testi di legge, ma ancora non c’è una decisione del giudice che, acquisiti gli atti, non ha sciolto la riserva. Lo farà nelle prossime settimane.
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