Bosa, i danni del punteruolo rosso
Nonostante i trattamenti, il parassita torna a mietere vittime tra le piante
BOSA. Il punteruolo rosso non risparmia la città del Temo e la Planargia e sbarca sulla fascia centro occidentale dell’isola mietendo parecchie vittime tra le migliaia di palme cresciute negli anni in questa zona. Nei giorni scorsi, malgrado il trattamento eseguito nel 2015, su diverse grandi piante del Lungotemo, come anche nella piazza IV Novembre ed in piazza Giommaria Angioy, è stato necessario il radicale intervento di potatura della chioma che probabilmente precede l’eradicazione. «Gli operai dei verde pubblico sono intervenuti su tre palme del Lungotemo e su quella di piazza Monumento, ma ci giunge notizia di altre piante malate» spiega il sindaco di Bosa Luigi Mastino. «Tempo fa l’amministrazione aveva proceduto ad un primo intervento preventivo, che certamente ha consentito di salvare per ora numerose palme del patrimonio pubblico, mentre di quelle private colpite dal punteruolo rosso sappiamo che molte sono andate perse. Per il futuro dobbiamo attivarci per trovare nuovi finanziamenti e continuare il trattamento, nella speranza di riuscire a salvare più piante possibile», conclude il primo cittadino.
Nella vicina Magomadas una delle due palme vicine al monumento ai caduti è stata già rimossa, mentre un’altra superstite non sembra per il momento essere stata attaccata dal vorace parassita. A Bosa nel marzo 2015 l’amministrazione aveva stanziato ottomila euro, utili ad una prima perizia, seguita da un convegno e l’intervento su centinaia di palme. Molte infatti sono le piante che adornano gli angoli più belli e caratteristici di Bosa, come ad esempio il Lungotemo. Dove però il punteruolo rosso ha fatto comunque la sua comparsa, costringendo ad una decisa azione nella speranza di evitare il contagio tra una pianta e l’altra.
Insomma se le cose non dovessero andare per il verso giusto Bosa rischia perdite consistenti non solo nel patrimonio del verde, indispensabile in una città a vocazione turistica, ma anche in quegli elementi di arredo urbano che ne segnano tratti ormai caratteristici e acquisiti come irrinunciabili dalla collettività. La lotta però, per il momento, è ancora impari e foriera di insidie. (al.fa.)
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