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Riqualificazione del centro storico: definite le regole

Riqualificazione del centro storico: definite le regole

Il consiglio comunale di Bosa approva la delibera Nuove norme anche per gli immobili in stato di abbandono

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BOSA. E’ stata pubblicata la delibera che approva la riqualificazione degli immobili nel centro storico. Una svolta, quella che il comune intende dare in una materia sicuramente complessa, che parte dalla considerazione che «il centro storico di Bosa costituisce patrimonio della collettività che l'Amministrazione Comunale ha il compito di tutelare e di valorizzare» dove «la presenza di numerose abitazioni abbandonate, che si trasformano col tempo in ruderi, a volte pericolanti, è fonte di problemi per i cittadini, in particolare per quelli confinanti sia a causa delle infiltrazioni d'acqua, seguenti al crollo della copertura, sia per la presenza di topi, piccioni ed altri animali infestanti». Malgrado in diversi casi siano stati prontamente gli stessi proprietari a provvedere, non sono mancati però casi in cui sia stato lo stesso ente locale a dover provvedere alla messa in sicurezza di edifici abbandonati o fatiscenti nel reticolo di strade che dalla sponda destra del Temo si estende sul colle di Serravalle fino alle pendici del Castello. Questa materia che per la maggioranza va regolamentata quella degli strumenti attraverso i quali intervenire a Sa Costa, da qui la presentazione della bozza di regolamento. Anche se nel corso della seduta di consiglio dove si è discusso in via definitiva del documento, più volte rimandato a data da destinarsi per l’approvazione, non siano mancate voci di dissenso. Come quella del consigliere dell’Udc Sergio Obinu che non concorda sulle modalità proposte e vota contro insieme ai colleghi dell’Udc e di Per Bosa, mentre il regolamento disciplinante le procedure di riqualificazione di immobili abbandonati e fatiscenti inseriti nel centro storico con procedura di pubblica utilità ed urgenza passa alla fine a maggioranza. Il testo autorizza l’ufficio tecnico comunale a predisporre un progetto di riqualificazione che censisca e identifichi tutti gli immobili in stato di abbandono in esso presenti. Sulla base del censimento quindi, una volta verificate eventuali condizioni di abbandono dell’immobile, si passerà al declassamento del bene a rudere e alla modifica della destinazione d’uso. Per ogni singolo immobile in stato di abbandono inoltre l’Ufficio Tecnico individuerà il valore ai fini di esproprio. Il valore coinciderà con il prezzo d’asta per la vendita a terzi. L’articolo quattro del regolamento stabilisce i vari passaggi relativi alle notifiche ai proprietari dell’immobile, precedute da una richiesta tesa a conoscere se questi intendano procedere alla messa in sicurezza dell’edificio ed al suo recupero. In caso contrario si provvederà all’affissione, per almeno 30 giorni sulla facciata dell’edificio interessato, di un avviso pubblico. Una volta concluse le procedure di acquisizione definitiva degli immobili da parte del comune, si procederà quindi all’atto definitivo di vendita all’acquirente. I nuovi proprietari, specifica poi l’articolo 9, entro sei mesi dal passaggio di proprietà dovranno effettuare gli interventi così come previsto dal progetto di riqualificazione e nel rispetto della tempistica con la clausola che il bene acquisito e ristrutturato non potrà essere venduto per cinque anni. (al.fa.)

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