La Nuova Sardegna

Oristano

Ragazzi scatenati in piazza Cattedrale, urla contro la polizia

di Enrico Carta
Ragazzi scatenati in piazza Cattedrale, urla contro la polizia

Blitz delle forze dell’ordine dopo qualche atto di teppismo I giovani non lasciano la zona ma vengono guardati a vista

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ORISTANO. Cori da stadio contro la polizia e il questore. Infatti sembrava proprio di essere allo stadio vedendo un enorme gruppo di giovani ammassati in piazza Cattedrale e guardati a vista dalle forze dell’ordine, esattamente come succede per i gruppi ultras durante le trasferte delle partite di calcio. Il piazzale dietro l’enorme tribuna che dà sul percorso della Sartiglia, come ormai accade da qualche anno, dopo la giostra diventa quasi una zona franca scelta dagli adolescenti quale punto di ritrovo preferito.

Il tutto è stato tollerato dalle forze dell’ordine sino a che non si è superato il livello di guardia. L’intervento è scattato nel pomeriggio di ieri quando dalla Curia è partita una segnalazione perché, tra uno schiamazzo e l’altro, la situazione ha rischiato di degenerare nel momento in cui qualche giovane ha strappato delle inermi piante dalle aiuole. A quel punto l’intervento degli uomini in divisa si è reso indispensabile per quanto non sia stato gradito dai ragazzi che intanto continuavano a trasformare l’area in un bivacco di truppe tutt’altro che regolari, ordinate e rispettose delle norme e dell’ordine pubblico. Per non parlare del rispetto dovuto ai muri del Duomo scambiato per un orinatoio in più punti.

Proprio quando polizia e carabinieri sono arrivati in forze in piazza Cattedrale su ordine del questore Francesco Di Ruberto e coordinati dal dirigente della Squadra Mobile Dario Mongiovì, sono partiti i cori da stadio contro la polizia e lo stesso questore. I ragazzi rivendicavano il possesso della piazza e hanno gridato a gran voce la loro volontà di non muoversi. Le forze dell’ordine hanno scelto di non forzare la mano e di non intervenire in maniera repressiva perché comunque la strategia scelta è stata quella di tenere i ragazzi tutti assieme nello spiazzo. Si è infatti valutato che la presenza delle telecamere di videosorveglianza garantisse un elevato livello di sicurezza e che la situazione fosse maggiormente sotto controllo se le decine di giovani fossero rimaste in quel punto anziché disperdersi per le vie del centro rendendo meno agevole il compito di controllare le loro scorribande.

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