Attilio Balduzzi in ospedale, il resto è magia da applausi
ORISTANO. Ma che bravi. Ma che coraggio. Il pericolo è il loro mestiere. Lo sfidano e ci giocano contro sapendo quanto è sottile la linea che fa la differenza tra la riuscita di un numero e la strada...
ORISTANO. Ma che bravi. Ma che coraggio. Il pericolo è il loro mestiere. Lo sfidano e ci giocano contro sapendo quanto è sottile la linea che fa la differenza tra la riuscita di un numero e la strada che porta in ospedale. A volte qualcosa va storto e purtroppo ci si accorge di quanto sia pericoloso e difficile quel che i cavalieri della Sartiglia regalano al loro pubblico. Lo fanno per gli spettatori spesso ingrati. Non ieri che di numeri ne hanno visti come raramente succede e hanno anche tenuto il fiato sospeso dopo la caduta di Attilio Balduzzi.
Se il volo di Alberto Vacca è stato senza conseguenze serie, quello dell’ex componidori dei Contadini di qualche anno fa è stato ben più drammatico. Il cavaliere non ha picchiato la testa, ma durante l’esibizione in via Mazzini è piombato a terra riportando contusioni al torace, alla spalla, al bacino e alle gambe. Attilio Balduzzi è stato immobilizzato nella barella e quindi trasportato in ospedale a bordo di un’ambulanza. È stato il momento meno bello di un gran finale di Sartiglia che ha fatto spellare le mani al pubblico.
C’è voluto poco per capire che il pessimo risultato di domenica era solo colpa della pioggia. La terza discesa ha infatti subito chiarito dove vivano i migliori acrobati a cavallo della Sardegna. Antonio Giandolfi, Andrea Piroddi e Andrea Manias hanno proposto una “piramide” che non lascia dubbi su chi andrà ad aggiudicarsi il primo posto in classifica. Hanno provato a contenderglielo Gianni Serra, Antonella Rosa e Andrea Cossu con la “verticale aerea”, numero proposto subito dopo ma con minore successo anche da Rodolfo Manni, Furio Tocco e Antonio Maldotti.
Probabilmente strapperanno un voto migliore alcuni “tre su tre” con i cavalieri in piedi sulla sella e il centrale di spalle rispetto alla direzione di corsa dei cavalli. L’hanno proposto con esiti ottimi Paolo Soddu, Renzo Mura e Federico Misura; Daniele Mattu, Elisabetta Sechi e Cristian Sarais; Luigi Iriu, Paolo Faedda e Raimondo Carta. Poi una raffica di “tre su tre” senza varianti coi cavalieri in piedi sulla sella. Tutti da applausi a partire da quello di Gianfranco Manunza, Alessio Ricci e Gianluca Manunza proseguendo con Giuseppe Frau, Roberto Pau e Gian Leonardo Murrutzu a coronamento di una giornata straordinaria dopo i tre centri nella corsa alla stella di via Duomo; Francesco Serra, Pasquale Forgillo e Marco Serra; Maurizio Casu, Salvatore Pau e Alessandro Crobu; Giovanni Utzeri, Marco Mura e Paolo Sechi; Antonello Fenu, Francesco Carboni e Salvatore Aru; Fabio Fiori, Carmen Murru e Andrea Deias; Mauro Puddu, Francesco Salis e Salvatore Montisci; Anthony Maccioni, Davide Musu e Giorgio Sanna.
Poi tanti “due su tre” e una “verticale in sella” evoluzone firmata da Giancarlo Melis, Marco Cardias e dal veterano Ignazio Nonnis.
Compito arduo per i giudici di percorso chiamati a stilare la graduatoria, meno impegnativo per il pubblico che ha apprezzato, si è goduto la giornata primaverile e ha visto la lunga attesa ripagata da numeri d’alta scuola. Non si sbaglia, è la Sartiglia. Quella che arriva due volte all’anno e vola via assieme all’allungarsi delle ombre della sera il martedì di carnevale sullo sterrato di via Mazzini segnato dagli zoccoli dei cavalli.
Non resta che l’ultimo disperato e spesso vano assalto del pubblico alle rosette delle bardature dei cavalli. Desiderate da tutti, ma solo per pochi. Ci si accontenta dell’augurio del componidori Alessio Garau durante l’ultima passerella generale. È il saluto alla città prima che la maschera vada via dal suo volto segnato dalla fatica. No, dalla gioia di esserci riuscito esattamente come aveva sperato nei giorni che hanno preceduto la sua impresa da cavaliere.
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