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Oristano

Il ponte sulla Ss 388 a Busachi non è sicuro, servono fondi

BUSACHI. Il ponte della statale 388 è davvero sicuro? L’interrogativo è rimbalzato negli uffici della direzione generale dell’Anas e della Regione, ai quali il Comune ha trasmesso la richiesta di...

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BUSACHI. Il ponte della statale 388 è davvero sicuro? L’interrogativo è rimbalzato negli uffici della direzione generale dell’Anas e della Regione, ai quali il Comune ha trasmesso la richiesta di una verifica della tenuta dell’infrastruttura su cui si riversa una parte consistente del traffico proveniente e diretto al Campidano di Oristano, nel Mandrolisai e in Barbagia. A destare preoccupazione è lo stato di evidente deterioramento del manto stradale, che in alcuni punti presenta crepe profonde. Per accertare l’effettivo grado di stabilità del viadotto il sindaco ha chiesto una prova di carico. «Se malauguratamente si verificasse un cedimento, su quel versante Busachi resterebbe completamente isolata», avverte Giovanni Orrù evidenziando come quello non sia l’ unico problema legato alla viabilità del territorio comunale, ridimensionata dalla chiusura della strada vicinale che scorre proprio sotto il ponte della 388. Il collegamento è interdetto da oltre sei anni per il pericolo di crolli dettato dalla presenza della parete rocciosa sovrastante. Criticità puntualmente segnalata nella nota inviata al responsabile delle Infrastrutture Paolo Maninchedda. «Sulla messa in sicurezza dei due costoni rocciosi di Busachi il Comune ha progettato un intervento da 460mila euro ma la Regione non ha soldi per finanziarlo – riferisce Gianni Orrù –. L’assessore ci ha prospettato al massimo una copertura finanziaria di 150milaeuro chiedendoci di verificare se è attuabile un progetto-stralcio finalizzato quantomeno alla messa in sicurezza dei punti a rischio di crollo». La soluzione, in quel caso, consisterebbe nell’installazione di reti metalliche atte a bloccare i massi pericolanti. «Ma se con quell’intervento sarà ripristinata la sicurezza potremmo finalmente riaprire un tratto della viabilità importantissimo per le nostre imprese agricole», è l’auspicio del sindaco. L’esposizione al rischio di dissesto idrogeologico è uno dei grandi punti di debolezza del territorio urbano ed extraurbano, che include anche aree con il grado di vulnerabilità più alto. In una di queste è in fase di ultimazione un’opera idraulica fondamentale per la salvaguardia dei quartieri a rischio di allagamento. Tuttavia molto resta da fare, a cominciare da un secondo canale tombato per il quale occorrono ingenti risorse di cui l’ente locale attualmente non dispone. Un’altra emergenza è data dalla presenza in paese e ai margini dell’ abitato di alcuni corsi d’acqua. Attraverso un contributo di 44mmila euro concesso recentemente dalla Regione il Comune è stato messo nelle condizioni di agire e in primavera procederà alla pulizia degli alvei di Chidongia e Triulore.

Maria Antonietta Cossu

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