Sedici lampi nel giorno di Alessio Garau
Resta senza stelle la pariglia del capocorsa, ma sono d’oro quelle di Roberto Pau, Pasquale Forgillo e Franco Ledda
ORISTANO. Su cumponidori del gremio dei falegnami Alessio Garau e la sua pariglia non avranno avuto fortuna, tuttavia, sedici stelle centrate, tre delle quali d’oro, rappresentano un risultato di tutto rispetto.
Va in archivio anche la Sartiglia 2016 premiata da un sole splendente, dopo la pioggia battente di domenica. Due ore e mezza di spettacolo, 88 discese al galoppo, alcune, davvero impeccabili.
Già, la Sartiglia: sarà anche un rito, ma fortuna e soprattutto abilità dei cavalieri, fanno tutto. Il pubblico ieri pomeriggio numerosissimo ha apprezzato anche le discese meno fortunate di quei cavalieri che la stella l’hanno soltanto toccata, facendola volare in aria dopo una serie di giravolte. Ma gli applausi erano per tutti nel segno della festa. Certo, c’è voluto un po’ sino al momento della prima stella infilzata. Non c’era riuscito su cumponidori ma neppure su segundu Gianluca Russo nè su terzu Andrea Solinas, pur essendo tutti e tre abilissimi ed esperti cavalieri. Solo alla decima discesa c’è stato il boato grazie alla mira infallibile di Bernardino Ecca. La gioia liberatoria del pubblico è esplosa in quel momento. Poi è stata la volta di Claudio Tuveri e del compagno di pariglia, Fabrizio Pomogranato. Ci sono riusciti poi, Giuseppe Frau, Gian Leonardo Murruzzu (che ha sostituito Peppino Pinna, rimasto a terra a seguito di un infortunio. Poi, ancora, stella centrata da Giampaolo Mugheddu, Pasquale Forgillo (stella d’oro), Alessandro Manca, Luca Figus, Roberto Salaris e stella d’oro per il compagno di pariglia, Franco Ledda, così come Roberto Pau. La tredicesima stella è arrivata con Alessandro Pinna, quindi Pierpaolo Falchi, Federico Misura e Graziano Pala, hanno concluso la teoria dei risultati positivi. Niente stella per su cumponidori. Nemmeno con su stoccu ha fatto centro imitati anche da Andrea Solinas. Ma il più sfortunato in via Duomo è stato Danilo Casula caduto dal cavallo pochi secondi dopo aver iniziato la discesa. Sulla pista è calato all’improvviso il silenzio con l’arrivo del medico e il cavaliere che ha concluso la sua Sartiglia su una barella e da lì in ambulanza, anche se senza gravi traumi.
Al pubblico, soprattutto ai più esperti, non è sfuggita la durata notevole nello svolgimento delle discese, probabilmente dettata dalla necessità di usare la massima cautela per evitare ogni possibile intoppo e così, del resto, è stato. Tutto è filato via liscio.
Il pubblico non ha lesinato applausi. Ha iniziato subito, fin dal corteo della corte di Eloenora d’Arborea, ma anche quando hanno sfilato i costumi tradizionali di Oristano e i cavalieri che anche quest’anno hanno dimostrato non poca ricercatezza nel loro abbigliamento e nella scelta delle bardature dei cavalli. Ma c’è stata una vera e propria ovazione, quando, ad attraversare la pista di sabbia per raggiungere il palco delle premiazioni è arrivato David Suazo, ex bomber del Cagliari di serie A. «È lui, è lui», e c’è scappato anche un accenno di coro da curva del Sant’Elia. L’ex campione ha salutato e sorriso, poi, con riservatezza, ha ripreso posto sulla tribuna dalla quale ha continuato a seguire tutte le discese dei cavalieri. Perché la Sartiglia è una manifestazione da vedere tutta intera, dall’inizio alla fine, per poterne cogliere l’essenza.
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