Cogeneratore, strada in discesa
Simaxis: la Regione non mette nuovi paletti, ma l’impianto non si avvierà subito
SIMAXIS. La notizia è arrivata tra le righe delle ultime delibere approvate dalla Giunta regionale: il cogeneratore esce dalla lista dei clienti scomodi e i prossimi interventi potranno essere eseguiti senza incappare nella prassi che rallenta i lavori in questo tipo di strutture. «Gli interventi per un impianto di liquefazione di prodotti di origine animale da scarti di macellazione freschi, con adiacente impianto di cogenerazione alimentato da biocombustibile ottenuto dal processo di liquefazione, non saranno sottoposti all’ulteriore procedura di impatto ambientale, condizionatamente al rispetto di una serie di prescrizioni». La Regione, in sostanza, ha dato il nulla osta all’impianto che era finito al centro di un duro scontro politico e che, quando era entrato in funzione per una prova, aveva allarmato la popolazione di Simaxis per colpa dei fumi che avevano avvolto il paese. La travagliata vicenda era finita in stand-by dopo il sequestro disposto dalla magistratura nell’aprile del 2014 e da allora se ne era parlato solo in campagna elettorale. Quando l’impianto è stato costruito il sindaco era Franco Cossu che non era riuscito ad allungare il suo mandato dopo le elezioni del 2015, vinte dal gruppo che sosteneva l’attuale sindaco Giacomo Obinu. Secondo Cossu, alla base della sua sconfitte c’era proprio il caso del cogeneratore. «Circolavano informazioni che hanno generato allarmismo e che ci sono costate le elezioni», ha detto ieri l’ex sindaco, “quando in realtà la colpa non era nostra ma della carenza normativa che incombe su questo tipo di strutture, a livello nazionale e regionale. Io l’avevo detto sin dall’inizio e la decisione della giunta mi ha dato ragione: non potevamo fare nulla di più di quello che è stato fatto. Avevamo le mani legate». La battaglia politica sembra pronta a ripartire anche perché i vecchi amministratori hanno lanciato il guanto di sfida: «Adesso dipende tutto dal sindaco. Dovrà assicurarsi che sia tutto a norma e per farlo dovrà predisporre verifiche autonome per controllare lo stato dell’impianto. – continua Franco Cossu – era ciò che volevo fare io ma che non sono riuscito a eseguire per colpa della cortina fumogena alzata dai contestatori, che mi avevano dipinto come una persona non attenta all’ambiente e interessata al progetto per un improbabile rendiconto. Tutte fantasie, la realtà è che noi non potevamo opporci in alcun modo e la dimostrazione è arrivata dalla decisione della Giunta regionale”. La storia, dunque, sembra essersi capovolta. Perlomeno dal punto di vista politico. Cossu demanda le responsabilità al suo successore, Giacomo Obinu. Il sindaco però, non può rispondere perché lontano da Simaxis. La replica arriva dal consigliere con delega all’urbanistica, Nicola Cherchi. «Attenzione, non ci sembra che l’impianto sia pronto ad entrare in funzione». (c.z.)
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