L’entusiasmo dei turisti per il fascino della giostra
Commenti molto positivi di chi è arrivato da lontano per ammirare il carnevale Qualche problema per la carenza di segnaletica nelle vie del percorso
ORISTANO. Tamburi e trombe. Un viavai di maschere in festa percorre le vie del centro e si confonde tra la folla per avvicinarsi il più possibile alla gremita via Duomo. È il dietro le quinte della Sartiglia che riesce ancora a stupire confuso tra lo scalpitio degli zoccoli dei cavalli, le emozioni dei cavalieri celate dietro maschere dai tratti indecifrabili, il corteo dei costumi. È il pubblico, essenza della giostra. Persone di ogni età riempiono le vie e le piazze oristanesi nei giorni della manifestazione e contribuiscono a tener vive la tradizione e la cultura secolare della città di Eleonora lasciandosi guidare dalle musiche e dai colori che caratterizzano la giostra equestre.
Difficile scorgere un turista tra le risate e i coriandoli dei bambini, difficile distogliere lo sguardo dai cavalieri che, fieri ed eleganti, corrono veloci impugnando la spada col braccio teso verso l’ambita e scintillante stella. «È tutto molto pittoresco» afferma Nikolai, 43 anni, che tra un applauso e l’altro racconta di come da Colonia, in Germania, sia arrivato in Sardegna con la sua famiglia proprio per assistere alla manifestazione, «Degli amici ci hanno mostrato qualche foto lo scorso anno e ci hanno consigliato di venire qui, ma non immaginavo fosse tutto così suggestivo. Sembra di tornare indietro nel tempo».
Una Sartiglia senza tempo, inossidabile, fiabesca, quella che incanta ogni anno centinaia di turisti come nel caso di Rebecca e Francis, coppia di inglesi sulla sessantina che racconta: «È da una vita che torniamo a Oristano tutti gli anni per vederla. Amiamo la gentilezza e l’ospitalità e soprattutto amiamo il fatto che riusciate a tenere così viva la vostra tradizione».
Non stonano, secondo i turisti, i varchi di controllo previsti dal protocollo antiterrorismo. «È stata un’ottima idea – prosegue Rebecca –. Mi sembra sia tutto molto più tranquillo rispetto agli scorsi anni e mi sento al sicuro anche se non nego che all’inizio mi sono chiesta il perché di tutte queste forze dell’ordine». Commenti positivi ha suscitato anche la giornata di lunedì scorso, dedicata ai bambini protagonisti della Sartiglietta. «Mi è piaciuta quasi più di quella degli adulti – afferma Pilar, 57 anni da Cordoba, –. È bello vedere che anche i più piccoli hanno un forte legame con le usanze locali e non parlo solo di quelli che partecipano in prima persona alla corsa, ma anche dei tanti che guardano e applaudono i loro coetanei».
Nonostante i visitatori stranieri si siano mostrati totalmente ammaliati e rapiti dal fascino della manifestazione, sono gli italiani a macchiare con una nota dolente il quadro dipinto dall’entusiasmo generale evidenziando e lamentando in tanti una scarsa presenza di segnaletica per quanto riguarda i luoghi cardine della festa. «Non riuscivamo a capire dove si svolgesse la corsa alla stella e dove le pariglie – dice la cesenate Raffaella – e non c’è segnaletica che aiuti e indirizzi il turista». Dettagli, forse non trascurabili.
Roberta Fois
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