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Oristano

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Le emozioni del componidori: «Che belli quei complimenti»

di Enrico Carta
Le emozioni del componidori: «Che belli quei complimenti»

ORISTANO. Forse l’aveva sognata migliore di quella che alla fine è riuscito ad avere. Ma anche se la lode rappresentata dall’infilzare una stella non c’è stata, Alessio Garau si può accontentare del...

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ORISTANO. Forse l’aveva sognata migliore di quella che alla fine è riuscito ad avere. Ma anche se la lode rappresentata dall’infilzare una stella non c’è stata, Alessio Garau si può accontentare del dieci in pagella, voto per la sua Sartiglia. Il giorno dopo, smaltita l’ubriacatura di adrenalina e di complimenti, il componidori della giostra dei falegnami trae un bilancio della corsa vissuta per la prima volta nei panni dell’attore principale di un film il cui copione sembra già scritto, ma che puntualmente regala colpi di scena inattesi.

A dire il vero ce ne sono stati pochi durante la giostra di martedì condotta senza sbavature anche grazie alla stretta collaborazione con su segundu Gianluca Russo e con su terzu Andrea Solinas. È filata via liscia, eccezion fatta per le cadute di Danilo Casula e Attilio Balduzzi che comunque guariranno presto dai loro acciacchi dovuti all’impatto col terreno mai morbido per quanto coperto dalla sabbia.

Tirare le somme è comunque piacevole anche senza stelle infilzate. «È chiaro che sono dispiaciuto per non aver fatto centro, però quello è un aspetto che non è solo legato all’abilità del cavaliere, ma anche a un pizzico di buona sorte», spiega Alessio Garau ricordando le sue due discese alla stella. Ripercorrere un’intera giornata resta impresa altrettanto ardua quanto quella compiuta a cavallo. «È stato un susseguirsi ininterrotto di emozioni. Avevo riposato bene la notte prima, poi sono rimasto tranquillo anche nel momento in cui c’è stato l’incontro col presidente del gremio Umberto Atzei – racconta Alessio Garau –. Il primo momento forte è stato l’ingresso nella casa della vestizione». Le emozioni hanno lasciato il posto alla concentrazione nel momento in cui la giostra ha avuto inizio. «Il ricordo più vivo è forse quello del momento dell’incrocio delle spade con su segundu. Inizialmente ci sono stati attimi complessi, poi siamo stati abili a condurre i cavalli sotto la stella e dare avvio alla giostra».

Una giostra con sedici stelle, ma soprattutto baciata dal bel tempo che ha trattenuto gli spettatori sugli spalti, a differenza di domenica. «È stata una fortuna», dice, ma è giusto anche riconoscere dove finisce la buona sorte e dove inizia l’abilità del componidori «testimoniata dai tanti complimenti ricevuti dagli altri cavalieri per la gestione di tutta la corsa. Non ho avuto un momento di difficoltà e questo mi rende orgoglioso. Naturalmente tutto è stato possibile grazie al presidente del gremio e alla priorissa che mi hanno fatto un regalo che durerà per tutta la vita». A cominciare da oggi. La quotidianità fatta di lavoro, famiglia e amici riprende.

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