La Nuova Sardegna

Oristano

Nuove Province, polemiche a Laconi: la minoranza attacca

di Ivana Fulghesu
Nuove Province, polemiche a Laconi: la minoranza attacca

Viene contestata l’eccessiva fretta sulla decisione «Sì al passaggio al sud Sardegna, ma serviva più tempo»

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LACONI. L’adesione alla nuova provincia del Sud Sardegna è ormai deliberata, così come l’adesione al Gal del Sarcidano. Una decisione votata dal gruppo di maggioranza nella seduta di consiglio di lunedì nel corso della quale i quattro consiglieri di minoranza hanno deciso di abbandonare l’aula, dopo aver richiesto che fosse rinviata la seduta. Soltanto su un punto maggioranza e opposizione sembrano convergere: l’importanza della questione. Non convergono, invece, sui modi e sui tempi. Per il gruppo di maggioranza i tempi sono stretti; con il cambio di provincia e l’adesione alla Comunità montana del Sarcidano il Comune di Laconi intende «rivendicare la propria identità storica e culturale che lo vede parte integrante del Sarcidano e ricomporre, quindi, il territorio di appartenenza originaria, anche per quanto concerne i profili amministrativi». Per le minoranze “Insieme per Laconi” e “Laconi bene comune” si tratta di una decisione che richiede una maggiore riflessione e approfondimento e soprattutto il coinvolgimento dei cittadini attraverso una consultazione popolare. Dopo il respingimento della richiesta di rinviare la seduta di consiglio comunale i consiglieri del gruppo “Insieme per Laconi” Simona Corongiu e Giovanni Marini scrivono un documento al sindaco Paola Zaccheddu criticando aspramente la condotta sua e della Giunta, in merito al destino di Laconi nell’ambito della riforma degli assetti degli enti locali in Sardegna. «All’opposizione – scrivono- non va bene che il sindaco abbia convocato un consiglio comunale in tutta fretta per decidere l’eventuale passaggio dalla provincia di Oristano a quella del Sud Sardegna. Ma soprattutto non va a genio che questa inspiegabile premura sia venuta dopo un’inerzia continuata nei mesi di dibattito in Consiglio regionale, quando Laconi avrebbe potuto far sentire la propria voce e chiedere norme adeguate per la sua situazione particolare. Ci sembra - scrivono i due consiglieri – che l’urgenza del Sindaco di convocare il Consiglio Comunale dall’oggi al domani per la trattazione di punti all’ordine del giorno di una tale portata, sia dettata più che altro dall’esigenza di porre riparo al silenzio degli ultimi mesi sulla questione».

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