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Oristano

CABRAS

Randagismo, appello alla Regione

Il Comune non ha risorse per contrastarlo e chiede più contributi

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CABRAS. I cani randagi sono un problema, soprattutto quando mancano le risorse per affrontarlo e risolverlo. Il sindaco, Cristiano Carrus, ha chiesto un incontro con la Regione per ribadire in prima persona la necessità di alzare i contributi concessi alle amministrazioni comunali per combattere il randagismo. «Le somme necessarie per la lotta al randagismo sono sempre più elevate e comprendono anche le spese per le cure veterinarie che non possono essere prestate in canile. Si tratta di un servizio che prevede una spesa di oltre 42mila euro annui e che il Comune non può sostenere senza un supporto adeguato della Regione. Non si può pensare, conoscendo le enormi difficoltà finanziarie degli enti locali, che i Comuni siano lasciati soli e che si impegnino comunque nella lotta al randagismo», ha detto il sindaco.

L’appello di Carrus arriva dopo la diffusione di una nota da parte della Regione in cui si annuncia l’azzeramento dei contributi. Uno scenario che renderebbe impossibile qualsiasi attività di contrasto, nonostante il Comune lagunare rispetti le normative che regolano la materia con lo stanziamento di risorse che hanno dotato il servizio di polizia locale del lettore di microchip e avendo provveduto, in collaborazione con la Asl, a far rispettare l’ obbligo di iscrizione all’ anagrafe canina. Negli ultimi cinque anni, infatti, circa 600 cani sono stati dotati di microchip. Il futuro, però, si annuncia complicato a meno che l’assessorato regionale alla Sanità non accolga l’istanza cabrarese. (c.z.)

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