La Nuova Sardegna

Oristano

Spese per il carnevale, associazioni all’attacco

di Alessandro Farina
Spese per il carnevale, associazioni all’attacco

Bosa, contestate sui social network la Pro loco e Carrasegare ’Osinku Replica dei presidenti: «Rimborsi tutti motivati. Senza volontari la città muore»

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BOSA. Mentre le ceneri di Giolzi sono ancora calde dopo i falò purificatori della notte di martedì grasso, nella città del Temo l’associazione Karrasegare ’Osincu e la Pro loco Melkiorre Melis piantano più di un paletto chiarificatore sull’utilizzo dei fondi pubblici stanziati per venire incontro alle spese generali di organizzazione del carnevale bosano.

Secondo il parere dell’associazione che si occupa della promozione della storica kermesse satirica, sulla pagina social ufficiale del Karrasegare ‘Osincu dopo i ringraziamenti alla Nuova Sardegna per il lavoro giornalistico dei giorni scorsi, arrivano infatti le precisazioni del presidente Rafael Columbu riguardo ai «Fantomatici contributi che secondo qualche malalingua ogni anno invadono le casse della nostra associazione». Sono voci di popolo che in tal caso non vanno considerate anche come “vox dei” perché evidentemente non corrispondono ad altre voci ovvero quelle di bilancio nel libro mastro del sodalizio.

Considerato che rispetto ai 6.608 euro circa stanziati dal Comune nel 2016 «Solo duemila euro saranno destinati alla nostra associazione dopo le doverose pezze giustificative, il resto del contributo o parte di esso, passerà attraverso la Pro Loco». E questo senza contare che «Tutte le spese sostenute sia negli anni passati che nel corrente anno, sono state anticipate dall’associazione. La stessa cosa succede nella Pro loco e in tutte le associazioni fatte di volontari».

Il consiglio finale di Rafael Columbu è quanto mai chiaro: «Oggi le associazioni di volontariato sono più che mai la maggior ricchezza che ci rimane…non snobbatele!». Alla voce del presidente dell’associazione Karrasegare ’Osincu, sempre attraverso le pagine dei social network, non tarda ad aggiungersi quindi quella della presidentessa della Pro Loco Stefania Crisponi. Nella sua premessa ritiene alcuni commenti sull’argomento «Tendenziosi e fuorvianti». Di quelli che un po’ troppo spesso volano gratuitamente sulla rete come se questa fosse un campo libero in cui esprimere qualsiasi pensiero senza dover rendere conto di quel che si afferma. Secondo Stefania Crisponi «Gli enti pubblici e quindi anche il Comune pagano dopo la presentazione di spese già avvenute e giustificate tramite fatture e ricevute, per cui non potrebbero liquidare niente di più che quelle ammissibili». Quindi concorda sul fatto che sia la Pro Loco che la Karrasegare ’Osinku hanno dovuto anticipare le spese.

Ai soci in regola con il pagamento della quota di adesione alla Pro loco, «E non a quelli che si spacciano per tali», la presidentessa rammenta quindi: «Su richiesta formale possono avere chiarimenti in merito a qualsiasi spesa, come d’altra parte abbiamo sempre fatto. Per tutti gli altri, sottolineo che non siamo tenuti a giustificare spese di alcun genere su Facebook, solo perché certe malelingue ne chiedono conto, a titolo di che cosa non si capisce», la stilettata. Condiviso infine il pensiero di Rafael Columbu sulle sul valore del volontariato per la città: «Provate a immaginare Bosa senza tutte le associazioni civili e religiose che a vario titolo s’impegnano e organizzano feste sagre ed eventi durante l’anno. L’alternativa non è incoraggiante” conclude Stefania Crisponi.

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