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Appalto contestato, al Tar vince la Asl

Appalto contestato, al Tar vince la Asl

BOSA. Il Tar dà Ragione alla Asl dopo il ricorso presentato da una ditta che chiedeva l’annullamento del verbale di valutazione delle offerte relative alla gara per l’affidamento di fornitura e posa...

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BOSA. Il Tar dà Ragione alla Asl dopo il ricorso presentato da una ditta che chiedeva l’annullamento del verbale di valutazione delle offerte relative alla gara per l’affidamento di fornitura e posa in opera di un impianto di trattamento e distribuzione dell’acqua nel futuro Cal Dialisi in allestimento a Bosa, nella parte in cui l’offerta della ditta ricorrente era stata ritenuta non idonea, con esclusione quindi dall’appalto.

Una decisione che non era stata ritenuta corretta dalla Bioh Srl, rappresentata e difesa al Tar dagli avvocati Vittoria Luciano e Vincenzo Avolio. Mentre a rappresentare la Asl è stato nominato l’avvocato Salvatore Angelo Miscali.

A dare avvio alla contesa amministrativa il fatto che nella seduta del 6 luglio 2015 la commissione tecnica della Asl dichiarava l’offerta della Bioh non conforme alle direttive dell’appalto.

In quanto, riporta il dispositivo, «non sono stati rilevati nella documentazione i tempi di intervento su chiamata, così come richiesto dal capitolato tecnico, e non viene riportata l’organizzazione sul territorio regionale che possa permettere un intervento nelle due ore richieste».

La decisione aveva però suscitato la reazione della Bioh, che presentava un primo ricorso al Tar Sardegna, chiedendo l’annullamento degli atti. Con l’azienda sanitaria che resisteva in giudizio e chiedeva a sua volta il rigetto del ricorso, ottenuto dopo la camera di consiglio del 23 settembre 2015. La vicenda però non si chiude qui, perchè a novembre dello stesso anno, questa volta «per l’annullamento della deliberazione n. 708/2015 con la quale l’Asl aggiudicava la gara in via definitiva alla Fresenius Medical Care Italia S.p.a», la Bioh si appellava nuovamente al Tar. Dopo la presentazione di una serie di memorie difensive la corte, riunita in udienza pubblica il 17 dicembre 2015, tratteneva il ricorso per la decisione.

Questa darà adito ancora una volta al respingimento delle richieste. Tra le varie motivazioni perché «la ricorrente, con sede in Cinisello Balsamo, non ha in alcun modo precisato, tra le altre cose, come avrebbe svolto il servizio e, per esempio, in che modo avrebbe raggiunto il presidio ospedaliero di Bosa», mentre «la commissione, nell’impossibilità di valutare l’offerta della ricorrente, ha correttamente proceduto alla sua esclusione» rileva questa volta il Tar Sardegna.

La prima sezione (Caro Lucrezio Monticelli, Presidente; Marco Lensi, Consigliere; Gianluca Rovelli, Primo Referendario, Estensore) nel respingere anche il secondo ricorso ha condannato la ricorrente alle spese di giudizio, che ammontano in totale a quattromila euro.

A questo punto dovrebbe essere stata scritta la parola fine a una vicenda che ha tenuto banco per più di un anno.(al.fa.)

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