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Oristano

Polo scolastico affossato dal “no” di Flussio

Polo scolastico affossato dal “no” di Flussio

L’opposizione attacca: «Si fa il contrario di quanto promesso durante la campagna elettorale»

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FLUSSIO. La maggioranza del sindaco Nino Todaro ha detto no al progetto del polo scolastico diffuso votato all’unanimità dai sindaci che fanno parte dell’Unione dei Comuni Planargia-Montiferru Occidentale a metà novembre e rimesso pesantemente in discussione dai comuni di Suni, Flussio, Tinnura e Magomadas.

La decisione presa a Flussio suscita intanto sconcerto tra le fila della minoranza consiliare guidata da Ivan Lelli. Che solleva dubbi formali e sostanziali su votazione e motivazioni discusse nella riunione in programma ieri mattina. «Si tratta di una votazione che boccia pesantemente gli impegni e gli accordi presi dal sindaco all’interno dell’Unione di Comuni» premette Ivan Lelli.

Che aggiunge: «Trovo politicamente assurdo che la maggioranza abbia di fatto preso una posizione contraria a quanto promesso in campagna elettorale», si legge in una nota sull’argomento diffusa a qualche ora dal voto. Dai banchi della minoranza sostengono inoltre che tra le premesse elettorali della lista che ha vinto le amministrative a Flussio qualche mese fa «Vi era quella relativa alla necessità», testualmente, «di sfruttare al meglio il Progetto Iscol@ della Regione che contempla la creazione di un unico polo scolastico (tipologia Campus) già in fase di creazione all’interno dei piccoli comuni dell’Unione».

Il sindaco e la maggioranza «erano quindi perfettamente a conoscenza dei lavori e dei progetti dell’Unione, già da maggio 2015, mi chiedo a quali indirizzi politici stiano oggi rispondendo».

Ivan Lelli anticipa anche approfondimenti su questioni formali considerato che «La competenza sulla ratifica di un accordo tra sindaci, relativamente ad argomenti che non riguardino strumenti urbanistici, sembrerebbe esclusa dal testo unico sugli enti locali».

L’esponente dell’opposizione si riserva un giudizio politico «quando si inizierà a parlare di offerta formativa, lasciando perdere schermaglie politiche sovra comunali che sinceramente non mi interessano», anche perché l’Unione dei Comuni dovrà per il futuro mettere mano a proposte indirizzate all’accorpamento dei plessi e che evitino pluriclassi se non addirittura la chiusura di intere scuole. (al.fa.)

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