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Dedoni contro la Giunta sulla soppressione dei treni

Dedoni contro la Giunta sulla soppressione dei treni

ORISTANO. La protesta degli abitanti del Terralbese contro la Regione e contro Trenitalia per la soppressione di alcune corse trova una sponda in consiglio regionale. C’è infatti, sull’argomento, un...

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ORISTANO. La protesta degli abitanti del Terralbese contro la Regione e contro Trenitalia per la soppressione di alcune corse trova una sponda in consiglio regionale. C’è infatti, sull’argomento, un duro attacco del capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni: «Dietro la facciata degli annunci a effetto dell’assessore Deiana sulle meraviglie dei Pendolini sardi, i treni “superveloci” acquistati svenando le casse della Regione e costretti ad arrancare su una rete ferroviaria dell'Ottocento, Trenitalia continua la dismissione del servizio di trasporto ferroviario nell'Oristanese, senza che la Giunta regionale spenda una parola al riguardo».

«Proprio per consentire il varo dei quattro Pendolini ancora mancanti all’appello, e giustificare così l'enorme esborso di denaro pubblico che ha accompagnato l’operazione voluta in prima battuta dalla giunta Soru - continua il consigliere regionale dell’Oristanese -, Trenitalia ha deciso di sopprimere qualche altra fermata alle stazioni di Marrubiu e Uras, oltre a quelle già soppresse negli ultimi mesi in tutto l'Oristanese».

Secondo Dedoni «a farne le spese sono soprattutto i pendolari che, oltre a dover fare i conti quotidianamente con ritardi, disservizi e treni affollati all'inverosimile, da ieri si trovano a dover affrontare un'ulteriore riduzione dei collegamenti con Cagliari, con la beffa di dover stare a guardare i nuovi treni “superveloci” che transitano lentamente sui binari mentre il capoluogo diventa ogni giorno più difficile da raggiungere».

Ritorna quindi l’accusa di una eccessiva attenzione della Giunta regionale sul Cagliaritano: «Ancora una volta, la Regione decide di contribuire all’abbandono della Sardegna centrale, concentrando risorse ed opportunità nelle grandi aree urbane del Nord e Sud dell'Isola e lasciando indietro le aree a maggiore rischio di spopolamento. L’Oristanese, per la giunta Pigliaru, semplicemente non esiste».

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