La Nuova Sardegna

Oristano

Istituto tecnico Gramsci da salvare

di Simonetta Selloni
Istituto tecnico Gramsci da salvare

Mogoro, appello per l’Economico dall’ex sindaco Gianni Pia: bisogna costituire almeno una classe

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MOGORO. C’è una scuola da salvare, prima che tagli, accorpamenti, calo demografico e dimensionamenti ne decretino la morte. Quella scuola è l’Istituto tecnico economico di Mogoro Gramsci (ex Itc), che nell’ultimo piano di adeguamento e dimensionamento scolastico provinciale approvato dalla Regione è stato salvato ma accorpato al Liceo De Castro di Oristano, con Terralba e Ales.

A lanciare l’allarme, ora che si è in periodo di iscrizioni alle scuole superiori, è l’ex assessore provinciale ai Lavori pubblici Gianni Pia, che in passato ha ricoperto la carica di sindaco di Mogoro. In un lungo intervento, ripercorre la storia di una scuola che, nel caso non si riuscisse a costituire almeno una nuova classe per l’ano scolastico 2016/2017, rischia di diventare un ricordo. «L’Istituto tecnico economico di Mogoro e quello di Ales rappresentano gli unici istituti di istruzione superiore della Marmilla - Parte Montis, un’area che vive una crisi gravissima sociale, economica e occupazionale –, scrive Pia –. Nel 2003 ci fu una battaglia nei confronti di un dirigente scolastico che, agendo in assoluta solitudine, pervenne a una proposta di organico scandalosa, tagliando ben tre classi, scatenando una rivolta senza precedenti», che portò all’allontanamento del dirigente in questione. Ma le conseguenze, ammette Pia, unite al crescente spopolamento e allo spostamento di interessi verso altre offerte formative, negli anni hanno fatto diminuire progressivamente il numero degli iscritti, portando alla perdita di autonomia dell’istituto. «Attivarsi per rendere l’Istituto di Mogoro capace di suscitare l’interesse dei giovani del territorio per la qualità dell’istruzione fornita e impedire la loro fuga verso altri Istituti, ritengo che per noi amministratori locali, ma anche per l’intera comunità, debba essere ancora oggi una delle priorità su cui lavorare», sottolinea Pia, che lancia un appello: «Credo che da parte di tutti occorra svolgere ogni utile azione per favorire nuove e vitali iscrizioni, per consentire che si formi almeno una classe. La scadenza delle iscrizioni è fissata al 22 febbraio». Il rischio è la cancellazione di uno dei protagonisti della storia sociale, culturale e economica del territorio.(si.se.)

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