Maltrattamenti in famiglia, condannato
Solarussa, due anni e quattro mesi a un agricoltore. Era stato arrestato la scorsa estate
SOLARUSSA. Sei mesi a luglio, due anni e quattro mesi ieri. Arriva la condanna bis, questa volta di fronte al giudice per le udienze preliminari Silvia Palmas e per il reato più grave tra quelli che gli erano stati contestati al termine di un movimentato episodio accaduto durante la scorsa estate a Siamaggiore. È lì che Vito Piras, 67 anni di Solarussa, aveva minacciato la propria moglie con una pistola giocattolo sparando per aria con dei pallini di plastica.
La moglie però si era spaventata e aveva chiamato la polizia che andò incontro a varie difficoltà per riportare la calma nella tenuta di campagna. Intervennero tre pattuglie, finì con due agenti che dovettero rivolgersi al pronto soccorso per curare delle ferite lievi e Vito Piras in carcere dopo il processo per direttissima. In quell’occasione la pena fu di sei mesi per resistenza e lesioni, ma restava in sospeso il reato più grave, perché durante gli accertamenti saltò fuori che le minacce nei confronti della moglie andavano avanti da mesi. Non un singolo episodio e quindi il reato di maltrattamenti in famiglia era immediatamente contestabile.
Il pubblico ministero Marco De Crescenzo aveva sollecitato il processo con il rito immediato, incontrando l’opposizione dell’avvocato Piero Aroni che aveva invece chiesto il rito abbreviato. Si è infine arrivati davanti al giudice dove la pubblica accusa ha chiesto la condanna a tre anni. Diversa la tesi della difesa che ha parlato di insussistenza del reato di maltrattamenti, ma per il giudice la testimonianza della moglie è risultata decisiva. La condanna è stata di due e quattro mesi e l’imputato ha ottenuto anche di poter lasciare il carcere. Andrà ai domiciliari da scontare, per il momento, in una comunità di Carbonia.
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