Trivelle in Marmilla, Mandis si oppone «La politica parli»
Gonnostramatza, decisa presa di posizione del sindaco «Serve un dibattito, non vogliamo modelli imposti dall’alto»
GONNOSTRAMATZA. Altro che innocenti indagini di superficie, qualche fotografia qua e là. Il sindaco di Gonnostramatza Alessio Mandis assume una presa di posizione decisa rispetto all’autorizzazione rilasciata dalla Regione alla Società Tosco Geo, toscana, per una preliminare ricerca geotermica sui territori di Gonnostramatza, Villanovaforru, Collinas, San Gavino, Sanluri e Sardara. E, rivolto alla Tosco Geo, dice senza mezzi termini: noi non vi faremo trivellare.
Alessio Mandis, la comunicazione dell’autorizzazione alle ricerche, l’ha trovata nella casella istituzionale di posta del Comune. «Alla Conferenza dei Servizi di qualche mese fa, seppure ci eravamo detti contrari ad ogni sfruttamento industriale del suolo e ad ogni suo correlato esercizio preliminare, la Società Tosco Geo e la Direzione Regionale ci risposero che in questa fase non si vuole e non si può trivellare, ma si farà soltanto qualche indagine di superficie, qualche fotografia, qualche rilevazione».
Ergo, «Non ci vogliono trivellare. E quando mai. Che sciocchini che siamo. Devono soltanto accarezzare le pietre, “scovvittai su logu”, fare qualche fotografia alla flora e alla fauna, stendere la tovaglia e fare una bella giornata ecologica». E se l’azienda e la Direzione regionale affermano che si tratta solo di atti preliminari, Mandis questa cosa non se la beve. E ironicamente sottolinea che «Lo sanno tutti che alle società srl piace spendere soldi per organizzare escursioni fuori porta in Marmilla a titolo esclusivamente accademico». Mandis, in un lungo, articolato intervento sul suo profilo privato di Facebook – non a caso intitolato “Ci avete rotto la trivella”, si rivolge alla Toso Geo. «Noi lo sappiamo che ci sono iter e vuoti normativi che voi utilizzate in modo strumentale. Ma noi non siamo stupidi. Noi non vi faremo entrare». Ancora più esplicito: «Troverete i cancelli chiusi, le reti metalliche sollevate, ed ogni singolo proprietario vi negherà il permesso di scattare una sola foto dove non potete. Non trivellerete le nostre terre, non deciderete VOI come dobbiamo gestire il suolo NOI, non baratterete un buco per quattro soldi, o l'inquinamento delle nostre acque con una polizza fidejussoria».
Mandis manda un messaggio chiaro alla politica. «A tutti i livelli, in tutti gli schieramenti, vogliamo una presa di posizione. Vera. Chiara. Vogliamo capire qual è il pensiero. Abbiamo bisogno di sapere se siete condiscendenti all'idea di modelli energetici imposti dall'alto, o se credete che la Sardegna possa decidere autonomamente, che le comunità siano sovrane del suolo che custodiscono, che la vita dei figli valga più del business dei padri». Mandis sollecita un dibattito politico immediato. Dal quale capire «Chi siete realmente. E, di conseguenza, se avremo ancora voglia di sostenervi, o in alternativa di sostituirvi. Politicamente e generazionalmente. Senza distinzione di colore, di ruolo o di responsabilità politica. Se tacerete, sarà uguale. Se vi nasconderete, sarà uguale. Se sarete ambigui, sarà uguale». Mandis, a scanso di equivoci, precisa che «Nessun modello calato dall'alto fondato su presupposti industriali ed intensivi può passare senza che nessuno parli. Se voglio il geotermico a casa mia, lo voglio per alimentare le abitazioni, per rendere energeticamente virtuosa la mia comunità. E fino a che la politica non si sarà data un'idea chiara di qual è il modello di sviluppo che vuole per la Sardegna, io non lo farò imporre a Gonnostramatza da una società toscana».
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