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Dedoni (Riformatori): ripristino treni grazie alle proteste

Dedoni (Riformatori): ripristino treni grazie alle proteste

MARRUBIU. «Il ripristino delle fermate ferroviarie soppresse nei giorni scorsi a Marrubiu e a Uras è una notizia positiva per tutto il territorio ed è la dimostrazione che solo quando protesta e fa...

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MARRUBIU. «Il ripristino delle fermate ferroviarie soppresse nei giorni scorsi a Marrubiu e a Uras è una notizia positiva per tutto il territorio ed è la dimostrazione che solo quando protesta e fa sentire alta la propria voce l'Oristanese riesce a farsi dare ascolto da una Giunta regionale sempre più distante». Questa è la valutazione del capogruppo dei Riformatori Sardi Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, all’indomani del ripristino delle corse a Marrubiu e Uras. Secondo Dedoni, «Se si è arrivati al ripristino delle fermate è proprio grazie alle proteste dei pendolari, dei sindaci e di qualche rappresentante istituzionale del territorio, diversamente nessuno avrebbe mosso un dito, esattamente come è successo per tanti altri problemi dell'Oristanese che il “lavorare in silenzio” della maggioranza che governa Regione, Comune e Provincia di Oristano ha evitato accuratamente di affrontare». Dedoni fa poi l’elenco delle tematiche che riguardano il territorio e che, a suo dire, sono del tutto trascurate dalla giunta regionale. «Si pensi all'aeroporto di Fenosu, che si sta cedendo ai privati nonostante gli ingenti investimenti pubblici fatti per la sua realizzazione e le speranze di un territorio che lo vedeva e ancora lo vede come un volano irrinunciabile per uno sviluppo turistico perennemente di là da venire. Si pensi alle scuole chiuse con il Piano di dimensionamento scolastico regionale dello scorso anno, mai ripristinate, all'istituto Santa Maria Bambina, eccellenza regionale nel campo della neuroriabilitazione, cui la Giunta regionale ha tolto quattordici posti letto necessari per l'intera Sardegna, dal momento che non sono stati ripristinati da altre parti e che il nuovo reparto dell'ospedale San Martino, ammesso che arrivi a vedere la luce, richiederà ancora tanto tempo e tanti soldi prima di entrare in funzione. Si pensi ancora alla riorganizzazione della rete ospedaliera, che taglia posti letto e lascia la provincia di Oristano priva dei reparti di ematologia, geriatria e pneumologia, oltre che di un presidio indispensabile come la “stroke unit'”. Secondo Dedoni, il “lavorare in silenzio” farebbe passare nel dimenticatoio problemi di un territorio “debole” dome l’Oristanese, per occuparsi di altri territorio «ben più 'pesanti' nella geografia elettorale del centrosinistra».

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