Il sindaco ai rom: «Mandate i figli a scuola»
S.N. Arcidano, Emanuele Cera scrive una lettera a tutti i capifamiglia del campo sosta di via Ponti
ARCIDANO. Un appello del sindaco alla comunità Rom residente nel comune per il rispetto degli accordi presi, soprattutto riguardanti l’educazione dei figli.
Con una lettera fatta notificare a tutti i capi famiglia della comunità rom residenti nel campo sosta di Via Ponti de Sa Murta, il sindaco Emanuele Cera chiede infatti che i bambini frequentino la scuola, anche quella dell’infanzia, dove possono iniziare un percorso di istruzione che li porta a parlare la lingua Italiana, ad iniziare un percorso d’integrazione e ad apprendere le basi per diventare a tutti gli effetti cittadini italiani. Si tratta di un impegno preso in passato, ricorda il sindaco, che è necessario per una civile e pacifica convivenza e su cui le istituzioni naturalmente non possono transigere.
La comunità rom arcidanese è costituita da circa un centinaio di persone che vivono in un campo realizzato dal Comune, costituito da casupole di 40 metri quadri ciascuna.
In questi anni – è il senso della nota del Comune – l’amministrazione comunale ha portato avanti una serie di iniziative per cercare di venire incontro alle esigenze della comunità rom insediata e creare quelle condizioni necessarie per arrivare ad una graduale integrazione con la popolazione residente. Malgrado tutti gli sforzi profusi dall’amministrazione comunale e dai cittadini, viene riscontrata purtroppo da parte di alcune componenti della comunità, sotto alcuni aspetti, un atteggiamento di indifferenza e non curanza delle regole di convivenza. Con questa lettera perciò si vuole ripristinare e rafforzare il dialogo per evitare incomprensioni e rotture.
«Il rispetto delle regole è necessario e fondamentale – ha ribadito il sindaco Cera – non possiamo prescindere, se non si porta avanti un percorso condiviso, tutto risulta in salita». Nella lettera inviata alla comunità rom, al Prefetto ed al Dirigente Scolastico il sindaco lamenta la mancata frequenza della scuole dell’infanzia e la frequenza saltuaria della scuola primaria. Tra l’altro si legge. «Questa situazione non può essere tollerata oltre, si invitano quindi i genitori dei bambini residenti presso il campo di Via “Ponti de Sa Murta”, a rispettare gli accordi, ancorchè verbali, presi in passato, iscrivendo e facendo necessariamente frequentare i bambini alla scuola dell’infanzia e alle altre scuole, preciso altresì che non verrà tollerata in futuro una tale situazione», precisa il sindaco e «l’intervento dell’amministrazione comunale non è da intendersi come un accanimento ma un richiamo ai propri doveri ed il rispetto delle regole di convivenza civile».
Cristina Diana
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