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Oristano

Cambiare cognome non è di moda

Cambiare cognome non è di moda

Poche le richieste all’ufficio anagrafe del Comune: mezza dozzina in un anno

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ORISTANO. Non siamo una città dai doppi cognomi: sono ancora piuttosto rari, infatti, i casi di persone che decidono di avere sulla carta d’identità i cognomi di entrambi i genitori. Neppure il cambio del cognome originario con un altro pare essere richiesta frequente. A Oristano non è mai stata una moda: ancora oggi, infatti, le modifiche annuali del cognome si contano sulle dita di una mano. Raramente all’Ufficio anagrafe si arriva a sei.

Fino a quindici anni fa, anno di entrata in vigore del decreto che consente di aggiungere al cognome paterno anche quello materno, le modifiche erano ancora più rare. Prevalentemente avveniva se c’era l’esigenza di modificare il cognome originario perché considerato offensivo. Poi, quando nel 2001 è entrata in vigore la legge che uniforma a livello europeo la doppia attribuzione del cognome, le domande sono aumentate. Prevalentemente, spiegano i dipendenti del Comune, quella del doppio cognome è una scelta dei genitori che alla nascita del loro figlio decidono che porti accanto a quello del padre, anche il cognome materno.

L’iter è semplice, anche se come frequentemente avviene per le questioni burocratiche, c’è sempre un’attesa tecnica da rispettare. Il primo passo da fare è recarsi in prefettura per presentare una richiesta. A questo punto è il prefetto che decide se accogliere o meno l’istanza e, in caso di risposta affermativa, di emettere un decreto. Affinchè il cambiamento del cognome abbia validità, il decreto dev’essere portato in Comune per la pubblicazione. Se, dal momento della pubblicazione, nei trenta giorni successivi non viene presentata alcuna opposizione, la modifica è ufficiale. Forse lo scrittore nuorese Salvatore Satta, nel suo Il giorno del giudizio aveva interpretato bene in che considerazione tenevano già in Sardegna il doppio cognome, non segno di aristocrazia ma retaggio della dominazione spagnola. «Ogni bifolco in Sardegna – scriveva Satta – ha due cognomi, anche se poi sull’uno e sull’altro domina il soprannome». (m.c.)

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