Intimidazione a Norbello indagini su vari fronti
Ucciso a fucilate e poi decapitato uno dei cinque cavalli del vicesindaco Giacomo Angioni: «Devo ancora ragionare su quanto è accaduto»
NORBELLO. «Devo ragionare su quello che è accaduto, non ho ancora metabolizzato». Il vicesindaco di Norbello Giacomo Angioni, è ancora provato dall’atto intimidatorio che lo ha preso a bersaglio. Un messaggio sinistro, fatto recapitare nel più deplorevole dei modi. Nella notte di giovedì è stato ucciso uno dei cavalli di proprietà del vicesindaco. L’animale, un baio di cinque anni, è stato ritrovato il mattino seguente dal padre dell’amministratore, proprietario di un’azienda agricola in località Frades Carta, non lontano dalla Carlo Felice.
A uccidere l’esemplare anglo arabo, uno dei cinque equini posseduti dalla famiglia, sono stati due colpi di fucile esplosi all’altezza del collo e alla testa, dopodiché il povero animale è stato decapitato.
Al giovane amministratore ieri sono arrivati tanti attestati di solidarietà. Fra questi anche il messaggio del presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru: «Di ritorno da Desulo mando anche a lei un messaggio di forte solidarietà di fronte al gesto vigliacco di cui è stato vittima questa notte - ha scritto Francesco Pigliaru -. Siamo vicini a tutti gli amministratori che fanno il proprio lavoro con onestà e generosità, per il bene dei propri cittadini e dei territori».
L’intimidazione è stata un fulmine a ciel sereno per il giovane esponente della giunta guidata da Matteo Manca, che lunedì riunirà la maggioranza per discutere il caso e convocare il consiglio comunale. È stata presentata una denuncia ai carabinieri di Abbasanta che, in questa prima fase, indagano a tutto campo senza escludere l’ipotesi di un livore covato da qualcuno che frequenta l’ambiente equestre, un’ostilità nata nell’ ambito dell’attività professionale o amministrativa.
Giacomo Angioni tende ad escludere le prime due ipotesi: «Faccio questo mestiere da dieci anni, mio padre da trenta e non abbiamo mai subito nulla del genere», afferma il giovane amministratore, che svolge attività di consulenza nel settore della sicurezza agro-alimentare.
«Per quanto riguarda l’allevamento dei cavalli è un passatempo, non abbiamo mai pestato i piedi a nessun», dice Angioni, che ha un lungo trascorso anche all’interno dell’associazione ippica norbellese, dove milita tutt’ora e che ha presieduto per dieci anni fino alla candidatura alle comunali
. Per l’amministratore l’episodio è da ricollegare al suo ruolo istituzionale: «Ma se quello voleva essere un avvertimento, non ne capisco il senso - dice -. Ci siamo insediati da sei mesi e abbiamo fatto solo ordinaria amministrazione. Stiamo cercando di spendere bene le risorse di un bilancio che non abbiamo approvato aggiustando qualche strada e promuovendo dei progetti di valorizzazione, ma non abbiamo operato scelte eclatanti, tali da cambiare le sorti del paese o da scontentare qualcuno».
Il giovane amministratore ha accusato il colpo. Lo spettro di un nemico non si scaccia facilmente, soprattutto quando si manifesta con azioni così violente e indecifrabili.
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