Sì al canale che proteggerà Bosa
La maggioranza approva il progetto preliminare per l’opera da realizzare a S’Aladerru
BOSA. Passa da una formale unanimità, votato della sola maggioranza, il “sì” al progetto preliminare del nuovo canale di S’Aladerru. Le minoranze lasciano infatti l’aula prima del voto, con differenti motivazioni. Ma non prima che il consigliere Sergio Obinu chieda e ottenga in avvio di seduta l’inversione dei punti all’ordine del giorno della seduta di giovedì pomeriggio nell’aula consiliare di Piazza Carmine. «È possibile che si possano verificare dei problemi di incompatibilità con alcuni consiglieri» la motivazione cardine dell’esponente dell’Udc. Un tema che potrebbe tornare d’attualità a breve, viene da pensare dopo le dichiarazioni finali dello stesso esponente politico, e qualche rumor di queste ore a Bosa. Sul progetto Iscol@, passato da secondo a primo punto in agenda, la decisione unanime dell’assemblea è di non decidere sulla ratifica della delibera dell’Unione dei Comuni di fine novembre. A Bosa infatti sono tutti convinti che occorra sollecitare «Gli amministratori del territorio a non perdere il finanziamento di 4 milioni di euro della Regione, e trovare una soluzione condivisa e utile a mantenere l’unità». Quindi l’interesse si accentra sulla questione del nuovo canale di S’Aladerru, previa uscita dall’aula per incompatibilità di alcuni consiglieri. Cioè, a 11 anni dall’avvio dell’iter e varie soluzioni tecniche, dell’approvazione del progetto preliminare che riguarda la “Protezione idraulica delle aree a nord est dell’abitato (Via Lamarmora, Rione Caria, Santa Giusta)” in variante al Puc. Con, da sommare per un totale di oltre 3 milioni, un milione e 549mila euro e altri 500mila euro ottenuti nel 2005, e un finale finanziamento regionale di un milione di euro della fine del 2010, i fondi a disposizione. Per la realizzazione di una “presa” dal rio S’Aladerru che convogli in un canale di gronda che costeggia Su Pischinale le acque del torrente, alleggerendo il carico del tombato di via Lamarmora. Previa realizzazione di una vasca di dissipazione, inoltre, all’opera si interseca un canale di trasporto che raggiunge il Temo perpendicolarmente, sfociando prima del vecchio ponte in trachite. Questa la soluzione tecnica illustrata dagli ingegneri dello studio Patteri (Giovanni Patteri, Silvia Mereu e Maurilio Galia) presenti in aula. «Non potremo mai votare contro un progetto, già approvato dalla nostra giunta, identico a quello che l’attuale sindaco e l’assessore Mastino non votarono due anni fa. Uscendo dall’aula e facendo mancare il numero legale» afferma l’ex sindaco Piero Franco Casula. «Dovrà essere la attuale maggioranza ad assumersi l’intera responsabilità dell’approvazione di questo progetto» quindi la motivazione prima dell’uscita dall’aula. «Siamo convinti che si poteva trovare una soluzione meno costosa e più efficace, questa l’ho sempre avversata», spiega quindi Sergio Obinu dell’Udc. Che prima di lasciare i banchi rimarca: «La mia richiesta iniziale aveva una motivazione precisa, che non mi sembra sia stata colta». Per la maggioranza infine «Una scelta difficile e impopolare, ma che abbiamo il coraggio di assumerci» rimarca il sindaco Luigi Mastino, prima della votazione finale che da via libera, per ora, al progetto preliminare del canale di S’Aladerru.
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