Villa Verde, due incontri con Roberto Olla
VILLA VERDE. La grande storia è in primo piano a Villa Verde con due incontri di approfondimento sulla Shoah e sui genocidi del secolo scorso, insieme al giornalista della Rai Roberto Olla, grande...
VILLA VERDE. La grande storia è in primo piano a Villa Verde con due incontri di approfondimento sulla Shoah e sui genocidi del secolo scorso, insieme al giornalista della Rai Roberto Olla, grande esperto della materia. L’evento, in programma domani alle 18.30 e martedì alle 9.30 nella sala consiliare del Comune, è organizzato dalla Biblioteca Comunale intitolata ad Antoni Cuccu, in collaborazione con l’amministrazione comunale, il servizio civile, l’Istasac e l’Issasco.
L’appuntamento di martedì è rivolto agli studenti che avranno la grande opportunità di dialogare con il giornalista sui principali eventi che hanno caratterizzato quello che gli stessi storici hanno ribattezzato come il Secolo breve, facendo appunto riferimento al Novecento.
Roberto Olla, scrittore e autore di importanti documentari storici, tra i quali Foibe, il primo film documentario in 3D della Rai, è componente del comitato scientifico del Museo della Shoah di Roma ed è stato membro del comitato scientifico della mostra sulle Foibe al Vittoriano. Nel 2014 ha pubblicato per la Compagnia del libro “La ragazza che sognava il cioccolato”, la storia della deportazione di Ida Marcheria e degli ebrei di Trieste. Dopo essere sopravvissuta per due anni nel campo di sterminio di Auschwitz, Ida Marcheria si è trasferita a Roma dove ha gestito un laboratorio di cioccolato diventato luogo di riferimento e di ritrovo per altri deportati sopravvissuti.
In concomitanza con l’evento culturale sarà possibile visitare in via Notaro Salis le mostre L’ebreo come diverso, che racconta la persecuzione antisemita in Italia, e Fascismo, foibe, esodo-La tragedia del confine orientale. «La mostra sulle foibe, che consiste in dieci pannelli montati in sequenza – spiegano gli organizzatori – serve per risvegliare gli interrogativi e soddisfare il bisogno di una storia condivisa tra Italia e paesi dell’ex Jugoslavia».
Ivana Fulghesu
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