Horse Country, il Comune di Sedilo si sfila dal progetto
L’uscita dal consorzio è all’ordine del giorno del Consiglio La storia di un piano per la valorizzazione del cavallo
ABBASANTA. Il Comune esce dal circuito Horse Country. Dopo sedici anni il rapporto s’incrina, forse per sempre. Cosa abbia pesato sulla decisione di ritirarsi dal consorzio nato per valorizzare e promuovere il turismo equestre e la cultura del cavallo sarà il gruppo di maggioranza a spiegarlo tra qualche giorno.
L’argomento terrà sicuramente banco nella seduta del consiglio comunale prevista per il 25 febbraio alle 16. Nell’ordine del giorno dell’ avviso di convocazione dell’assemblea si fa cenno telegraficamente alla proposta di recesso, che irrompe negli ambienti istituzionali dopo una lunghissima militanza dell’ente locale nel partenariato. Il Comune vi aveva aderito sin dalla prima ora. L’atto costitutivo era stato firmato alla fine del 2000 da numerosi soggetti pubblici e privati, tra i quali la Provincia di Oristano, il consorzio Due Giare, l’intercomune all’ epoca formato da Abbasanta, Ghilarza e Norbello, e le amministrazioni locali di altri paesi accomunati da una radicata cultura equestre come Santu Lussurgiu e Sedilo.
L’ingresso di Abbasanta nel partenariato era stato un passaggio naturale, dettato dall’aspirazione di implementare e valorizzare un comparto che aveva nel complesso di Tanca Regia una risorsa strategica, su cui tuttavia gravavano le prime avvisaglie del declino. Le speranze di un rilancio dell’azienda prospettate attraverso l’azione sinergica di pubblico e privato avevano ripreso quota qualche anno dopo con un cospicuo finanziamento regionale.
Erano seguiti importanti lavori di recupero e di ristrutturazione, in particolare nell’antico dominario, dove furono persino ricavati gli ambienti per allestire il museo del cavallo e dei finimenti ippici. Ma quel percorso di sviluppo economico legato all’attività equestre non si è realizzato. Almeno non nei termini in cui era stato concepito, tanto che alcuni anni più tardi, nel 2014, il Comune aveva siglato un accordo di programma con la Regione e con l’Agris finalizzato alla valorizzazione di quel grande potenziale inespresso che Tanca Regia ancora rappresentava.
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