Unione dei Comuni, Bosa rivendica un peso maggiore
Progetto Iscol@ e creazione del nuovo Gal i temi sul tappeto L’opposizione attacca il sindaco Mastino che si difende
BOSA. «Non è possibile che nell’Unione dei Comuni un centro con ottomila abitanti ed uno di quattrocento o duecento abbiano lo stesso peso: bene avrebbe fatto il legislatore a prevederlo nella nuova disciplina sul riordino degli enti locali»: il sindaco di Bosa, Luigi Mastino, dice la sua su pesi e misure all’interno dell’ente territoriale che riunisce i centri della zona, durante la discussione di Consiglio sulla ratifica della delibera del progetto sul polo didattico diffuso nei paesi dell’altopiano.
Affermazione che apre la porta a nuove, e neanche tanto dilatate nel tempo, discussioni sul futuro dell’Unione dei Comuni Planargia-Montiferru occidentale. Alle prese ieri sera, in una riunione di assemblea convocata ad hoc, su un ordine del giorno che tra l’altro aveva come cardine il via libera politico alla collaborazione con l’Unione del Montiferru-Sinis per la creazione di un Gal che, necessari numeri di residenti alla mano, si estenda su buona parte della fascia centro occidentale dell’isola. Insomma a Bosa la discussione sul progetto Iscol@ e soprattutto sulla delibera approvata all’unanimità dai sindaci del territorio a metà novembre (eccetto Bosa, perché Luigi Mastino aveva allora lasciato la seduta), dà la stura a vari ripensamenti anche su altri delicati temi, come appunto quello del ruolo della città del Temo.
Questione emersa dopo le domande rivolte dall’ex sindaco Piero Franco Casula, che lamentava come le minoranze non fossero state coinvolte sull’argomento Iscol@. Mentre «Bosa avrebbe dovuto assumere un ruolo guida o quantomeno di mediazione sulla questione» afferma Casula.
Tesi non condivisa dal sindaco: «La mia assenza alla votazione non era strategica e non sono stato terzo su questo argomento. In quella riunione comunque avrei votato “Si” al progetto come i miei colleghi. La frattura si è creata dopo, ed ho cercato la mediazione», ha replicato Mastino.
La vicenda solleva il problema della ripartizione dei pesi nell’ente territoriale, dove il voto di Bosa conta uno come quello degli altri centri più piccoli.
«Bosa non deve e non può continuare a svolgere un ruolo secondario nell’Unione, occorre una leadership, di questo dovremo discutere a breve», ha aggiunto Luigi Mastino. Insomma, la controversa faccenda del piano Iscol@ - elaborato per cercare di salvare classi e plessi in Planargia e nel Montiferru, ma che vede un progetto prima condiviso e poi parzialmente avversato dagli amministratori - riapre la questione di pesi e misure nell’ente territoriale rimasta silente per parecchi anni. Con il consiglio comunale che si astiene da un si o un no al progetto del polo scolastico diffuso. E appellandosi invece all’Unione e rivendicando ora un ruolo nel progetto, come chiede espressamente il consigliere di maggioranza, Luciano Curella, perchè non perda i 4 milioni di euro di finanziamento a valere sull’Asse 1, e trovi una reale intesa unanime che tenga conto delle drammatiche problematiche sul tappeto.
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