La Nuova Sardegna

Oristano

I piccoli rom e la scuola, polemiche a S.N.Arcidano

di Michela Cuccu
I piccoli rom e la scuola, polemiche a S.N.Arcidano

La minoranza accusa il sindaco Cera: «Allarme solo per chiedere soldi in Regione Se i piccoli non vanno alla materna è colpa delle rette mensa per loro eccessive»

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D’ARCIDANO. «Ogni volta che il sindaco vuole strappare un finanziamento alla Regione anche per opere che rischiano di rivelarsi inutili, tira in ballo la comunità rom. La verità è che questa volta l’amministrazione comunale vorrebbe costruire una nuova scuola per l’infanzia, opera che riteniamo superflua, soprattutto perché anche il nostro paese deve fare i conti con il calo demografico». Giancarlo Deligia, capogruppo di minoranza in Consiglio comunale interviene duramente sulla polemica scoppiata a seguito della lettera che il sindaco, Emanuele Cera, ha scritto ai capifamiglia del campo rom di via Ponti de sa murta, lamentando in sostanza, la scarsa frequenza dei bambini alla scuola dell’obbligo. «Questa situazione non può essere tollerata oltre», aveva scritto il primo cittadino, facendo riferimento all’obbligo di frequenza. In realtà, Cera si era spinto anche oltre, lamentando la mancata iscrizione dei bambini rom alla scuola dell’Infanzia.

Subito, da più parti, ad esempio l’Asce, l’Associazione contro le emarginazioni, era stato fatto notare al sindaco come la frequenza alla scuola dell’Infanzia non sia obbligatoria.

Ora però la polemica sta prendendo una piega politica, con la protesta della minoranza consiliare che ha deciso di organizzare un convegno pubblico sui temi dell’istruzione e dell’integrazione.

«Abbiamo fatto domanda di accesso agli atti per conoscere che tipo di corrispondenza ci sia stata fra la scuola e il sindaco, per capire insomma se davvero dalla scuola sia partito un allarme sull’abbandono scolastico dei bambini rom – dice Deligia – a noi non risultano tante assenze da scuola, se non quelle fisiologiche di qualsiasi bambino di qualunque etnia – prosegue – come ci hanno confermato i rappresentanti della comunità. A questo punto, dietro questa mossa del sindaco c’è dell’altro. Ma sia chiaro: non tollereremo questi toni, l’integrazione non si fa così».

Il capogruppo della minoranza racconta una verità diversa. «Se i bambini rom non vengono iscritti alla Materna il problema è tutto economico. Queste famiglie non sono in grado di pagare il ticket di 2euro e mezzo per la mensa. Una cifra irrisoria, ma non per chi è poverissimo come queste famiglie. Che per evitare di lasciare i loro figli a digiuno, li tengono a casa».

«L’amministrazione inizialmente voleva ristrutturare gli edifici scolastici con 700milaeuro del Piano Iscola. Poi è rimasta affascinata dall’idea di costruire una sorta di campus, con nuovi edifici scolastici. Opera che rischia di fare la fine dell’asilo nido, completamente vuoto per via delle rette troppo alte».

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