Presepe tecno, un caso politico
A Cabras la minoranza contesta la spesa e l’iter seguito per l’opera in latta
CABRAS. Era l’argomento più discusso sotto Natale. Un presepe di latta, d’altra parte, da queste parti non si era mai visto. E dopo i tanti dubbi dei moltissimi critici d’arte lagunari, il caso della Sacra famiglia cromata è arrivato anche sui banchi del Consiglio comunale dopo un’interrogazione presentata dal gruppo Progetto Comune. I consiglieri Andrea Abis, Carlo Trincas e Paolo Mele chiedevano informazioni più dettagliate di quelle che si potevano recuperare dalla strada. Ad esempio, nessuno sapeva quanto fosse costato. E, infondo, nemmeno di cosa fosse fatto o come si fosse deciso di affidarne la realizzazione a un artigiano cabrarese. Le repliche sono arrivate durante l’ultima seduta del Consiglio comunale ma non hanno accontentato la minoranza, anzi. «Siamo insoddisfatti dalle risposte del sindaco – spiega Andrea Abis – e molto critici. Ovviamente non discutiamo l’aspetto estetico dell’opera ma il suo costo e soprattutto il percorso amministrativo compiuto per realizzarla. Il sindaco ci ha detto che il Comune avrebbe speso 1536 euro e che non sarebbe stata necessaria una delibera di Giunta per giustificare la spesa. L’unico documento disponibile è una determina che è stata pubblicata dopo la nostra interrogazione». Sul procedimento, insomma, Progetto Comune punta i piedi: «Le spese devono seguire una procedura ordinaria e quindi sarebbe stato necessario richiedere i preventivi di più artigiani e procedere a un affidamento formale. D’altra parte, non si tratta di opere di manutenzione ordinaria che possono saltare l’approvazione della Giunta ma di un’installazione artistica, peraltro addirittura temporanea», dice ancora Andrea Abis. L’ultimo appunto è più che altro un monito: «Non siamo disposti a tollerare altre spese che siano il frutto della mancata programmazione e da questo momento in poi controlleremo anche le piccolezze», conclude il capogruppo di Progetto Comune. Le ultime note a margine della questione riguardano la destinazione della scultura e la provenienza del materiale. Il sindaco, Cristiano Carrus, ha confermato che la Sacra famiglia di latta non verrà sommersa nelle acque dell’Area marina e che il materiale utilizzato per stilizzare San Giuseppe, la Madonna e il bambin Gesù è stato riciclato dai cantieri comunali.
Claudio Zoccheddu
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