La fontana di piazza Deriu riprende vita
Sgorga nuovamente l’acqua da uno dei monumenti simbolo del paese del Montiferru
SENEGHE. In gergo politico si potrebbe dire: promessa mantenuta. Nel caso specifico si parla della maestosa fontana, realizzata nel 1866 grazie a un progetto dell’architetto Domenico Pili, posta al centro della piazza Giovanni Antonio Deriu, tra la chiesa parrocchiale dedicata a Maria Immacolata dell’Annunciazione, il caseggiato della scuola primaria e il Comune.
Qualche mese fa si era mobilitato anche il popolo del web per chiedere che gli ippocampi e i leoni di pietra tornassero a far zampillare l’acqua «pura e cristallina» che connota il paese grazie allo splendido Ball’e cantidu scritto da un grande poeta seneghese, Raimondo Catzeddu conosciuto come Lucchette. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Gianni Oggianu, aveva promesso che l’acqua della fontana avrebbe ripreso a sgorgare da tutti i suoi elementi artistici entro il mese di febbraio e così è stato.
A costringere l’amministrazione a chiudere i rubinetti era stato il costo delle bollette di Abbanoa, circa novemila euro all’anno, decisamente troppo elevate per l’esiguo bilancio comunale. Vedere il monumento, con i cavallucci marini e i leoni privati dell’allegria del getto d’acqua che aveva dissetato generazioni di seneghesi nelle giornate in cui la canicola estiva rendeva l’aria infuocata, era diventato uno spettacolo deprimente per chi all’ombra di quella fontana ha giocato ed è cresciuto.
«L’intervento sulla fontana – dice il sindaco Gianni Oggianu – è solo il primo di quelli che riguarderanno l’intera piazza. Il nostro intendimento è quello di rendere la piazza Deriu più decorosa e accogliente. Abbiamo sistemato le aiuole, comprese quelle del sagrato della chiesa, posizionato nuove essenze arboree e potato i lecci presenti nella piazza».
Per ridare vita all’antica fontana è stato sufficiente un impianto di riciclo dell’acqua, grazie al quale i costi di gestione sono stati ridotti del novanta per cento. Per riportare il monumento al suo completo splendore occorre ora restaurare i fregi che adornavano le facciate. «Per fortuna ne è sopravvissuto uno – puntualizza il primo cittadino – e appena avremo i fondi che ci permetteranno di intervenire utilizzando lo stampo dell’unico rimasto, regaleremo alla fontana il suo aspetto originario».
Piazza più bella, acqua sempre buona e identità paesana ritrovata.
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