La Nuova Sardegna

Oristano

La difesa di Equitalia smentita dall’avvocato

di Michela Cuccu
La difesa di Equitalia smentita dall’avvocato

Il comunicato dell’ente: «Auto sempre rimasta nella disponibilità della signora» La replica: «Sequestrato il foglio complementare: impossibile circolare»

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ORISTANO. «L’auto non è iscritta al Pra come veicolo adibito al trasporto di persone con disabilità ed Equitalia non poteva essere a conoscenza di una destinazione d’uso che non ha riscontri amministrativi. Situazione che Equitalia ha appreso dai media. Alla luce di ciò è stato immediatamente sospesa la trascrizione del pignoramento, in attesa di un riscontro con la signora che, con grande sorpresa non si è presentata all’appuntamento concordato con il direttore regionale». È uno dei passaggi della replica della direzione nazionale di Equitalia che interviene sulla vicenda del pignoramento dell’auto utilizzata da una madre per il trasporto della figlia gravemente disabile.

Una vicenda che ha avuto risonanza nazionale, quella dell’ex commerciante oristanese, madre di una ragazza totalmente invalida che qualche giorno fa si è vista pignorare l’unica auto di sua proprietà, una piccola utilitaria con tanto di contrassegno e pass per il trasporto di disabili, da un ufficiale delle riscossioni.

Una vicenda che scaturisce da una situazione piuttosto frequente in questi anni di pesante crisi economica. Un’azienda commerciale chiusa per il calo delle vendite e alcuni arretrati relativi ai versamenti contributivi che si trasformano in cartella esattoriale. Sono circa 10mila euro che Equitalia deve riscuotere dall’ex commerciante che li sta pagando, attraverso un piano di rateizzazione.

«La mia cliente ha cercato in mille modi di spiegare al funzionario di Equitalia la situazione – spiega l’avvocato Riccardo Crovi che sta seguendo la vicenda –. Ha detto chiaramente che l’auto, parcheggiata in uno stallo riservato alle vetture per portatori di handicap e con bene in vista il contrassegno, le serviva per trasportare la figlia disabile. Inoltre, il funzionario solo a pignoramento avvenuto, ha consegnato alla signora il modulo per la dichiarazione patrimoniale che doveva servire ad Equitalia per stabilire i beni da pignorare. Insomma, un modo di agire davvero insolito. Non solo: quando la mia cliente si è recata negli uffici oristanesi di Equitalia a spiegare la situazione, le è stato risposto che non potevano farci nulla. Addirittura non hanno tenuto conto delle ricevute dei versamenti che lei ha esibito. Insomma, l’hanno trattata come la peggior debitrice, quando invece le cose stanno molto diversamente».

Due versioni dell’accaduto completamente diverse insomma, con la direzione di Equitalia che precisa «l’auto della signora poteva e può circolare senza alcun vincolo ed è sempre rimasta nella sua totale disponibilità». Anche su questo aspetto, la replica dell’avvocato è immediata: «Equitalia ha ritirato il foglio complementare dell’auto, come riporta chiaramente il verbale di pignoramento. È risaputo come qualsiasi veicolo, privo di documenti, non possa circolare».

Nel frattempo si è appreso che Equitalia sarebbe intenzionata a porre rimedio all’incresciosa vicenda, restituendo i documenti dell’auto alla sua proprietaria. «Attendiamo di avere conferma – dice ancora l’avvocato – di sicuro, la restituzione dei documenti non cancellerà la gravità dell’accaduto e le conseguenze che questa vicenda ha provocato. Una su tutte, l’aver di fatto, relegato in casa una disabile. Inoltre – conclude – c’è l’aspetto non secondario dell’umiliazione subita dalla signora che ha deciso di continuare a far valere i suoi diritti».

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