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Oristano

Bauladu, davanti al camino nasce la primavera di cultura

di Piero Marongiu
Bauladu, davanti al camino nasce la primavera di cultura

BAULADU. Sabato 12 e domenica 13 marzo un fine settimana ricco di eventi di elevato spessore culturale. Bauladu e Milis saranno teatro di due importanti manifestazioni. Bauladu ospiterà la settima...

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BAULADU. Sabato 12 e domenica 13 marzo un fine settimana ricco di eventi di elevato spessore culturale. Bauladu e Milis saranno teatro di due importanti manifestazioni. Bauladu ospiterà la settima edizione del festival letterario diffuso “Ananti de sa ziminera”, organizzata dalla Consulta giovanile e l’associazione di promozione sociale Jannaberta, con il sostegno dell’amministrazione comunale; a Milis prende vita “Primavera in giardino”, organizzata dall’associazione culturale Landplants in collaborazione con il Comune, la Proloco e altre associazioni.

Le due iniziative si riuniscono in partnership sotto lo slogan di “Dònnia ierru mudat in beranu”. Ogni inverno si trasforma in primavera, mettendo insieme le suggestioni dell’inverno, rappresentate da Ananti de sa Ziminera, e quelle della primavera, rappresentate da Primavera in Giardino.

L’edizione di Ananti de sa ziminerà, è dedicata alla centralità delle parole e al loro ruolo nella formazione di nuove realtà, incarnato dal proverbio dei nativi americani Navajo: «Fai attenzione mentre parli. Con le tue parole crei un mondo attorno a te». A riempire di parole il festival diffuso saranno ospiti come Beniamino dé Liguori, segretario generale della Fondazione Adriano Olivetti, che, insieme al sociologo Nicolò Migheli, parlerà di “Ordine politico delle comunità. Il pensiero di Adriano Olivetti e il caso Montiferru”, e Noo Saro–Wiwa, figlia dell'intellettuale nigeriano Ken Saro-Wiwa ucciso per essersi schierato contro le multinazionali del petrolio, che dialogherà con Pierpaolo Capovilla, frontman della rock band italiana Il Teatro degli Orrori. Spazio anche per il cinema di Sergio Atzeni e il suo modo di raccontare la Sardegna, illustrato da Antioco Floris, e la regista Daniele Atzeni, che introdurrà la proiezione di “Madre Acqua” il suo documentario sulla vita dello scrittore cagliaritano. Concluderà la giornata di sabato 12 il dopo festival di Jacopo Incani, in arte Iosonouncane, con il concerto Die (unico evento a pagamento).

Domenica 13, di mattina, Ottavio Nieddu e Marco Lutzu, parleranno di “Contesti e luoghi della musica sarda nel terzo millennio”. Nel pomeriggio Federico Francioni, Andrea Faedda e Simone Censi parleranno dell’intellettuale Antoni Simon Mossa. Chiuderanno “L’eco di uno sparo. Cantico delle creature emiliane (e sarde)”, con Massimo Zamboni, chitarrista e compositore dei CCCP, e Mario Cubeddu, presidente dell’associazione Perda Sonadora e organizzatore del Cabudanne de sos Poetas di Seneghe, che parlerà delle vicende dell’oristanese dallo scoppio della Grande Guerra all’affermazione del fascismo.

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