Festivi, il medico si fa in 3 In arrivo tagli al personale
Bosa, all’ospedale si interviene per ovviare alle decurtazioni dei fondi regionali Nei fine settimana un solo dottore per tre reparti. Il sindaco: «Siamo contrari»
BOSA. La parola d’ordine è ancora “razionalizzazione”. Ma questa volta per l’ospedale di Bosa non si annunciano tagli di posti letto o di servizi, com’era accaduto quando al Mastino venne chiuso il Punto nascita e poi rimodulato su un unico piano degenza il reparto di Chirurgia e quello di Medicina, previo annuncio che al secondo piano della struttura sarebbero arrivati 15 (meno costosi e utili per le esigenze della popolazione) posti letto per lungodegenti. Di fatto, l’avvio del nuovo modello sperimentale che integra a Bosa l’assistenza sanitaria a quella territoriale. Questa volta la razionalizzazione, con la Asl a fare nuovamente i salti mortali per cercare di coprire il primo step di 4 milioni di euro in meno per il 2015 su un totale annunciato di meno 18 milioni della Regione, è applicata invece al personale. Per il sindaco di Bosa, «Uno sforzo notevole quello dell’Azienda per mantenere in piedi i servizi». Luigi Mastino dalla Asl ha avuto «rassicurazioni che non ci saranno tagli al personale o ai servizi. Anzi, dal 1° marzo in Chirurgia è in forze un nuovo dirigente medico, e un altro è stato assegnato al reparto di Medicina. Mi preoccupa invece la cosiddetta Guardia attiva interdivisionale nei fine settimana al Pronto soccorso», spiega il sindaco. Mentre si resta in attesa del lancio del servizio Dialisi e di quello della Casa della Salute. In sostanza quindi i reparti di Medicina e Chirurgia rimarranno distinti, ognuno con un proprio responsabile medico. Così come, altra rassicurazione «I letti per acuti resteranno nelle attuali ali di riferimento», rimarca Luigi Mastino. Mentre «La riduzione dei costi si avrà con la razionalizzazione dell’utilizzo del personale che, come avviene già dal 2012, avrà una gestione condivisa in Medicina e Chirurgia». Il nodo da sciogliere a questo punto, sul quale arriva l’esplicito “no” dell’amministrazione, è quello dei turni tra sabato e domenica al Pronto soccorso e dello spostamento di personale dal primo piano al piano terra, in Pronto soccorso. «In sostanza in ospedale ci sarebbe nel fine settimana un unico medico di turno nei tre reparti, mentre cinque infermieri andrebbero destinati al Pronto soccorso. . Su questo punto siamo sostanzialmente contrari», ribatte il sindaco di Bosa. Che, sentiti nelle scorse ore i dirigenti medici dell’ospedale, il prossimo 10 marzo in Conferenza Territoriale Sanitaria (di cui è presidente), oltre al nodo tagli milionari alla pur virtuosa Asl 5 di Oristano è deciso a portare anche quello della ripartizione nelle tre strutture sanitarie oristanesi (ospedali San Martino, Delogu e A.G. Mastino) del primo step di quattro milioni di euro di taglio economico da applicare a breve. Taglio che in molti temono possa essere caricato solo sui presidi di Bosa e Ghilarza.
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