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Referendum anti trivelle, i sindaci si mobilitano

Referendum anti trivelle, i sindaci si mobilitano

ARBOREA. L’appuntamento è ancora piuttosto lontano, ma la campagna di sensibilizzazione parte da lontano perché, quando si parla di referendum, da tempo è sempre piuttosto difficile convincere gli...

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ARBOREA. L’appuntamento è ancora piuttosto lontano, ma la campagna di sensibilizzazione parte da lontano perché, quando si parla di referendum, da tempo è sempre piuttosto difficile convincere gli elettori a recarsi a votare. Ma stavolta c’è una sensibilità diversa che parte dalle amministrazioni.

L’Unione dei Comuni del Terralbese è pronta a deliberare l'adesione alla campagna per il referendum del 17 aprile.

«I sindaci - spiega una nota - discuteranno l’argomento alla prossima assemblea e daranno avvio alla promozione e alla divulgazione del quesito referendario che intende ridurre la durata delle ricerche di idrocarburi in mare già autorizzate, evitando che le stesse possano proseguire ben oltre la scadenza naturale delle concessioni».

Si tratta di permessi di ricerca in atto entro le 12 miglia dalle coste dei mari italiani: «La Sardegna - ricordano i sindaci del Terralbese -, pur non coinvolta direttamente, da tempo è oggetto di svariati progetti di ricerca petrolifera, sia in mare che in terraferma».

I sindaci del Terralbese chiederanno al territorio di votare Sì a questo referendum, «anche per trasmettere un segnale chiaro di contrarietà a politiche calate dall'alto e ritenute impattanti per l'ambiente e l'economia isolana».

Nei prossimi giorni, sui banchi degli sportelli comunali dei cinque Comuni, saranno a disposizione dei cittadini dei volantini informativi che illustreranno le ragioni del Sì al quesito referendario del 17 aprile.

L'assemblea dell'Unione discuterà, inoltre, la possibilità di organizzare eventi pubblici a sostegno della campagna referendaria.

Nei giorni scorsi una nota della Prefettura ha ricordato che dal 16 febbraio e fino alla conclusione delle operazioni di voto «è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni».

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