Rete dei Comuni, un’opportunità solo sulla carta
ENRICO CARTA. A volte le opportunità sono tali solo sulla carta. Nella riforma degli enti locali, con la quale si deve riempire il vuoto amministrativo lasciato dalla chiusura delle Province, a...
ENRICO CARTA. A volte le opportunità sono tali solo sulla carta. Nella riforma degli enti locali, con la quale si deve riempire il vuoto amministrativo lasciato dalla chiusura delle Province, a Oristano e al suo territorio veniva offerto qualcosa che ad un’opportunità somigliava tanto. La Rete dei Comuni, al di là del titolo di Città media che viene attribuito automaticamente all’ex capoluogo della Provincia che non c’è più, poteva sembrare la via giusta da percorrere e, forse, lo era davvero. Per costituire la Rete dei Comuni serve una popolazione di almeno 50mila abitanti e, in tale direzione, il sindaco di Oristano Guido Tendas ha fatto un primo tentativo per raggruppare ventisette paesi. Hanno vinto le perplessità di molti, ma non tanto per le classiche questioni di campanile. Secondo la Regione e secondo il testo della legge già approvata, i Comuni si sarebbero dovuti aggregare entro trenta giorni dall’approvazione della stessa. In un mese avrebbero dovuto dire addio alle Unioni dei Comuni alle quali da anni appartengono e fare un salto nel vuoto verso un futuro incerto. Le domande degli altri sindaci alle quali nessuno ha saputo dare risposte sono state tante. Una, in particolare, ha però convinto tutti a dire addio alla Rete dei Comuni: «Chi gestirà i servizi indispensabili nel momento in cui le Unioni dei Comuni cessano di esistere e bisogna costituire il nuovo ente?». Ecco perché quella era un’opportunità solo sulla carta. Lettera morta prima ancora di essere scritta.
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