Un freno al proliferare dei Gal
L’assessore regionale all’Agricoltura convocherà i sindaci dell’Oristanese
ORISTANO. La capacità delle amministrazioni locali di “fare squadra” è stata testata in modo abbastanza chiaro con la legge di riforma degli enti locali: le strade della cooperazione tra diverse realtà locali si sono dimostrate difficili da percorrere. In gran parte per colpa della legge che impone tempi stretti per l’adesione a nuove aggregazioni, un po’ per la scarsa propensione a rinunciare alla propria individualità per convergere su terreni nuovi e comuni. La stessa cosa rischia di ripetersi per i nuovi Gal, i Gruppi di azione locale che dovranno gestire una parte dei fondi del nuovo Piano di sviluppo rurale.
I Gal dovrebbero unire le forze di enti locali e imprenditori privati, gestendo i finanziamenti affidati a progetti di sviluppo. Ma in questa fase si sta verificando una strana proliferazione di entità alla quale la Regione sembra intenzionata a mettere un freno. L’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, alla fine del convegno sul futuro della coltivazione dei carciofi, tenuto a Siamaggiore, anche dietro sollecitazione del sindaco, Anita Pili, ha annunciato per i prossimi giorni una riunione con i sindaci dei Comuni dell’Oristanese interessati alla creazione dei nuovi Gal.
L’idea è quella di scoraggiare i protagonismi e di facilitare le aggregazioni. Anche perché ci sarà un tetto massimo di Gal oltre il quale non si potrà andare. I Gruppi di azioni locale non potranno essere più di 15, quindi sarà necessario arrivare a delle semplificazioni. E a un coinvolgimento importante delle imprese private.
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