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Oristano

Nelle immagini del video il volto dell’attentatore

di Alessandro Farina
Nelle immagini del video il volto dell’attentatore

Bosa, i carabinieri alla fase decisiva delle indagini sull’intimidazione al sindaco E intanto il sistema di controllo con le telecamere sarà presto potenziato

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BOSA. Il riserbo dei carabinieri della Compagnia di Macomer e della stazione di Bosa, rispettivamente al comando del capitano Giuseppe Pischedda e del luogotenente Gavino Graziano, resta ai massimi livelli. Eppure gli sviluppi potrebbereo essere imminenti, grazie all’esame di alcuni particolari emersi dai fotogrammi di una delle telecamere di sicurezza sistemate a Bosa, relativi ai momenti in cui, a fine novembre, era stato dato fuoco all’Alfa 147 del sindaco di Bosa, Luigi Mastino, e alla Fiat 500 della moglie, Costanza Merella.

Un contributo che potrebbe essere decisivo e che spinge l’amministrazione a confermare l’impegno per il varo del nuovo sistema di videosorveglianza urbana, che sarà gestito dai vigili urbani di Bosa.

Nei giorni scorsi è arrivata la conferma di elementi che potrebbero presto portare a nuovi sviluppi nella delicata, paziente e complessa indagine tesa a dare nome e volto agli autori del raid di fine 2015 contro il primo cittadino di Bosa.

Chi è la o le persone che vengono inquadrate da una telecamera di videosorveglianza nell’orario che sembra combaciare con il divampare delle fiamme in via Lamarmora e sul Lungotemo in quella notte di novembre? Questa la domanda a cui stanno cercando di dare concreta risposta, anche con l’ausilio di sofisticate apparecchiature, i militari della compagnia di Macomer.

Mentre nella città del Temo il sindaco, tenuto al corrente degli sviluppi, rinnova piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, ed i cittadini invocano ancora una volta l’avvio di un sistema di videosorveglianza. A cui peraltro la stessa giunta Mastino ha già dato forma, con una delibera che a fine estate ha stanziato 25.000 euro e individuato i punti in cui andranno collocate le nuove videocamere, di certo gli ingressi di Bosa, ma anche altri punti ritenuti strategici.

Sistema già in competenti mani, e che presto sarà operativo dopo i necessari passaggi tecnici e l’attuazione degli accorgimenti necessari per il rispetto della normativa sulla privacy.

L’occhio del grande fratello insomma vigilerà a breve su Bosa, con diverse telecamere di ultimissima generazione operative ventiquattro ore su ventiquattro. Un sistema modulare che potrà essere incrementato all’occorrenza con altre postazioni di videosorveglianza, fondi per l’acquisto permettendo. Non la soluzione in tema di ordine pubblico e lotta al vandalismo, ma certamente un elemento innanzi tutto di deterrenza per i malintenzionati e vandali, come di ausilio alle forze dell’ordine e alla magistratura in caso di possibili indagini e accertamenti dopo fatti di cronaca.

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