Bosa, veleni e misteri dopo l’attentato al sindaco
I carabinieri non rompono il silenzio sulle indagini relative all’intimidazione Mastino chiarisce: «Non ho avuto indennizzi. Auto ricomprate con soldi miei»
BOSA. La notizia di una imminente svolta nelle indagini per risalire agli autori dell’attentato incendiario perpetrato contro il sindaco Luigi Mastino sembra aleggiare in queste ore a Bosa, anche se le indagini proseguono nel più stretto silenzio da parte degli investigatori.
Nella città del Temo intanto, dopo la conferma che i carabinieri hanno trovato elementi più che interessanti nel paziente lavoro di visione dei filmati ripresi dalle telecamere nelle vie dove si è convinti sia transitato l’attentatore, ci sono anche altri aspetti oggetto di discussione. C’è persino chi fa i nomi dei possibili responsabili, ma c’è anche chi specula sulla sulla somma utilizzata dal sindaco per ricomprare una nuova auto in sostituzione di quella distrutta dalle fiamme divampate a fine novembre 2015.
Qualche settimana dopo l’attentato il sindaco Luigi Mastino ha dovuto trovare una soluzione all’assenza forzata di mezzi di locomozione, acquistando un’altra auto. Un fatto normale, sul quale però qualòcuno ha avuto modo di commentare in modo malizioso. Cioè che il primo cittadino avrebbe saldato il conto per l’acquisto dell’auto con fondi del Comune. Un’altra versione ipotizza invece che a pagare il conto siano arrivati fondi dello Stato.
Ovvio girare la questione al sindaco. La risposta arriva, ma preceduta da una sonora risata, forse anche liberatoria. «Grazie per la domanda, la voce è arrivata anche a me, posso chiarire pubblicamente come stanno le cose. L’auto che ho dovuto acquistare è stata interamente pagata con fondi della mia famiglia. Per la precisione grazie anche alla somma corrisposta dall’assicurazione che avevo stipulato sull’auto distrutta nell'attentato incendiario. Aggiungo inoltre – conclude il sindaco, sperando di fare definitiva pubblica chiarezza - che non ho chiesto o ottenuto indennizzi, come avrei potuto, da alcuna istituzione pubblica».
Sulle indagini in corso Luigi Mastino infine dribbla ogni commento, se non per rinnovare «Piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine».
Per quanto riguarda le indagini resta quanto emerso fino ai giorni scorsi, mentre su ulteriori particolari vige un significativo no comment. Segno che la delicatezza del momento impone riservatezza ai massimi livelli, e forse anche una semplice indiscrezione potrebbe vanificare sforzi di mesi nel non semplice, e paziente, lavoro investigativo.
Insomma per ora sul o sui nomi della o delle persone individuate nel transitare in una certa via negli istanti in cui l’Alfa 147 del sindaco e la Fiat 500 della moglie andavano a fuoco, immortalati dal filmato visionato dai carabinieri, resta il timbro del top secret.
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