Proposta choc: «Demolite la diga alla foce»
Il Comitato “Quale futuro per Bosa?” ha presentato una petizione con quasi 1.500 firme
BOSA. Cinque fitte cartelle con oggetto “Petizione popolare contro le opere pubbliche realizzate, in fase di realizzazione e proposte nella vallata del Temo” per mitigare il rischio idrogeologico. Questo l’oggetto dell’istanza, con allegati oltre 100 fogli contenenti poco meno di 1.500 firme di cittadini, indirizzata dal Comitato “Quale futuro per Bosa?” al sindaco Luigi Mastino e per conoscenza all’assessore regionale ai lavori pubblici Paolo Maninchedda. Due i punti fondamentali: il primo è un “Sollecito per la demolizione della diga foranea”, il secondo una richiesta di “blocco e annullamento di tutte le opere proposte e in fase di realizzazione inerenti il rischio idrogeologico”. Nel secondo punto si fanno richiami espliciti al banchinamento del fiume, ai canali di via Lamarmora, Terridi, Campu ‘e Mare a Bosa Marina, ed infine al “Sollevamento sponde del fiume Temo e terrapieni”.
Nel caso della diga foranea il comitato motiva l’eclatante richiesta di demolizione per presunti “Gravi danni di inquinamento che sta subendo la rada di Bosa Marina” mentre il manufatto determinerebbe “un vero e proprio tappo al deflusso del Temo” oltre “all’impedimento del ricambio dell’acqua del fiume”.
Gli altri dubbi riguardano invece il sistema di opere di mitigazione del rischio idrogeologico nella vallata del Temo, con il timore che alla fine “il rischio esondazione rimanga”.
Da qui la richiesta dei firmatari al Comune di “emanare un bando pubblico per la presentazione di nuovi progetti alternativi”. Tempo sei mesi altrimenti “il nostro Comitato si riserva di proporne di nostri, sviluppati con tecnici di nostra fiducia”. Queste le mosse annunciate dal comitato presieduto da Antonio Cossu.
Il sindaco Mastino replica così: “Premetto che quando uno è malato va dal medico, e se necessario da uno specialista. Nel caso in materia da studi professionali e tecnici che conoscono a fondo la questione e hanno tutti i titoli necessari per trovare soluzioni adeguate, che non possono certamente proporre gli amministratori”.
Sui due punti fondamentali della petizione “Ricordo che la diga foranea è stata realizzata dopo legittime scelte operate dalle amministrazioni che ci hanno preceduto. Prima della costruzione avremo anche potuto discutere, oggi noi possiamo solo verificare il risultati. E stando ai dati e anche alle indicazioni che emergono, ad esempio dai pescatori, la diga foranea sta esercitando un ruolo positivo”.
La proposta di demolizione per il sindaco quindi “E’ fuori da qualsiasi possibile scenario. Mentre “Vigileremo perché l’opera svolga il suo ruolo sempre in piena efficienza.” Su banchinamento e terrapieni ipotizzati lungo le sponde del fiume “Abbiamo già sollecitato verifiche di effettiva validità dei progetti in itinere. Che prima di una fase esecutiva porteremo comunque all’attenzione della popolazione”. (al.fa.)
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