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Oristano

Simaxis, volantino contesta il sindaco sui temi ambientali

di Claudio Zoccheddu
Simaxis, volantino contesta il sindaco sui temi ambientali

Il foglio, dal titolo “Occhio”, critica l’operato della Giunta «La difesa del territorio sembra solo un calcolo elettorale»

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SIMAXIS. L’attacco è frontale e la musica non è quella che accompagna le giornate di festa. Nonostante l’editore della mini rivista al fulmicotone distribuita ieri sia il gruppo “Ballu tundu”, tra le righe di “Occhio” non si celebra l’allegria di una giornata di svago trascorsa sulla note, e sui passi, della tradizione. Anzi.

Le accuse mosse dai contestatori vicino al gruppo d’opposizione “Partecipazione” sono pesanti e indirizzate a un destinatario preciso: il sindaco Giacomo Obinu e la sua amministrazione. Il volantino di protesta tocca i temi che hanno animato l’ultima campagna elettorale. Si parte dall’immancabile cogeneratore per poi scivolare verso l’ecocentro, le isole ecologiche e la gestione della “casa dell’acqua”. Gli affondi più schietti sono dedicati al progetto delle ditte Cogen e Groil che ha preoccupato la popolazione e che potrebbe aver avuto un peso decisivo nella corsa al voto della scorsa primavera: «Le norme urbanistiche non ci hanno permesso di opporci al progetto del cogeneratore», si legge sul volantino, «un impianto avviato tra polemiche e manifestazioni organizzate da oppositori che hanno fatto leva sulla buona fede dei cittadini e sulla diffidenza generale«. Dietro le proteste, dunque, ci sarebbe un interesse squisitamente politico. «Auspichiamo che lo stesso spirito ambientalista venga applicato anche nella gestione degli impianti di bitumazione che operano, e inquinano, nel territorio di Simaxis. E nelle cave dismesse, che ospitano rifiuti speciali», scrivono i contestatori del sindaco Obinu che, poi, affondano il colpo, «la sensibilità ambientale è stata dimostrata con la rimozione delle isole ecologiche da piazze e strade e con la riduzione a sole quattro ore di apertura dell’ecocentro per ottenere un risparmio ridicolo causando problemi alla cittadinanza».

L’ultimo capito è dedicato alla Casa dell’acqua, il distributore di acqua potabile a prezzi popolari. «Lo stato d’incuria che interessa la fontana Abba de bidda è sotto gli occhi di tutti e causa problemi ai cittadini». Il libretto si chiude con una dichiarazione che ha il sapore della rivincita.

«Dispiace per chi ha creduto nelle lotte ma si è trattato di un mero calcolo politico da parte di un’opposizione che si elevava a paladina del territorio per ottenere consenso», si legge nelle ultime righe di Occhio, «ci chiediamo come mai, all’alto della loro competenza, a dieci mesi dall’insediamento non sia stata ancora attivata alcuna procedura che possa premettere la chiusura dell’impianto».

La palla, adesso, passa all’amministrazione comunale che potrebbe rompere il silenzio che ha caratterizzato i primi mesi di attività.

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