Esclusa l’ipotesi di rimborsi agli utenti di Abbanoa
ORISTANO. Le parole pronunciate dall’amministratore di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti, nell’intervista pubblicata ieri dalla Nuova Sardegna chiariscono in modo netto la posizione del gestore idrico...
ORISTANO. Le parole pronunciate dall’amministratore di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti, nell’intervista pubblicata ieri dalla Nuova Sardegna chiariscono in modo netto la posizione del gestore idrico in merito ai casi in cui l’acqua distribuita in rete non risponda a criteri di potabilità: «Nessun rimborso è dovuto agli utenti», è questa la filosofia del capo di Abbanoa.
Dal ponte di comando di uno degli enti probabilmente più malvisti dai contribuenti sardi in questi ultimi anni. E gli utenti oristanesi, che da 12 giorni non possono disporre dell’acqua potabile per la quale pagano, non prenderanno di buon grado le parole del capo di Abbanoa. Anche se, prima di loro, sono stati altri i centri sardi alle prese con un problema analogo e per periodi ben più lunghi.
«Le tariffe non sono legate alla qualità dell'acqua. Funziona così in tutta Italia - dice Ramazzotti -. Comunque sono contrario per principio, perché la non potabilità non dipende da Abbanoa, ma delle carenze strutturali».
Insomma, non si paga necessariamente per avere dell’acqua potabile. E in ogni caso i problemi che di volta in volta portano i sindaci dei Comuni sardi a emettere delle ordinanze che vietano l’uso alimentare dell’acqua della rete, secondo Ramazzotti non sono imputabili a Abbanoa, che, anzi, sta facendo di tutto per mettere riparo a carenze strutturali antiche. «Spesso si fa della demagogia - ha accusato l’amministratore -, ma non ci si deve dimenticare di cosa era prima la Sardegna. I problemi non sono mica arrivati con Abbanoa. Abbiamo appena appaltato i lavori per un potabilizzatore che andrà a risolvere le criticità nell'oristanese». Un impianto che costerà circa 9 milioni di euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google