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Oristano

Ospedale ancora a rischio, primo allarme dei sindaci

di Ale
Ospedale ancora a rischio, primo allarme dei sindaci

Bosa, il primo cittadino di Modolo: «La riorganizzazione maschera i tagli» Giovedì la conferenza sanitaria territoriale. Si va verso la mobilitazione

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BOSA. Le rassicurazioni della Asl 5 e dei vertici dirigenziali ospedalieri non convincono il sindaco di Modolo Omar Hassan, che nella riunione della Conferenza Territoriale Sanitaria in programma a Oristano giovedì, dopo il rinvio di quella annunciata per giovedì scorso, intende «Stanare i vertici aziendali, facendo emergere le loro reali intenzioni» sull’ospedale di Bosa, oltre a chiedere ancora una volta assemblee comunali e pubbliche sul futuro della sanità nel territorio.

A rilanciare mediaticamente la vicenda, dopo mesi e mesi di assoluto silenzio anche politico, era stata La Nuova all’indomani delle preoccupate voci che filtravano dal personale dell’ospedale Mastino, in vista di una imminente riorganizzazione del personale che avrebbe potuto prendere la piega della ennesima azione propedeutica a un ridimensionamento di fatto nella struttura. La voce era stata smentita però dalla Asl, che, se pure ammette la volontà di procedere alla razionalizzazione del personale sul fronte dei servizi, rilancia con un imminente potenziamento degli stessi – Dialisi, Casa della salute e quindici nuovi posti letto per lungodegenti nell’ambito del progetto di integrazione tra ospedale e territorio –. Per la Regione, dopo la recente riorganizzazione dei presidi nell’isola, questo ha significato classificare quello di Bosa come un “Ospedale di zona disagiata”. Definizione formale che mette al riparo da drastiche riduzioni di posti letto e reparti, annunciata per altre strutture e zone dov’è subito partita la mobilitazione. In riva al Temo il clima su questo fronte appare per ora piuttosto tranquillo, ma non al riparo dalla scure dei tagli. Quelli che subirà la Asl 5 ammontano a ben 18 milioni, di cui 4, ha spiegato nei giorni scorsi il sindaco di Bosa e presidente della Conferenza Sanitaria Territoriale Luigi Mastino, da tamponare al più presto tra le pieghe di bilancio dell’azienda sanitaria.

L’ennesima razionalizzazione non dovrebbe comportare una riduzione dei servizi, come avvenuto tempo addietro con la chiusura del Punto Nascita malgrado gazebo e manifestazioni di intenti politici e di piazza, o posti letto per acuti, peraltro già ridotti all’osso. Si assisterebbe invece a una rimodulazione del lavoro di medici e infermieri all’interno della struttura. Nel secondo caso definendo linee già operative dal 2012, nel primo attraverso l’ausilio di medici in arrivo da Chirurgia e Medicina inseriti nei turni di notte al Pronto Soccorso. Mentre, così ha affermato nei giorni scorsi il responsabile di Medicina Gian Luigi Mastino, l’idea di destinare cinque infermieri dal primo piano al Pronto Soccorso è stata definitivamente accantonata.

Questa la situazione, che, se anche non mobilita forze sindacali a parte un’unica nota dalla Fsi, tiene con il fiato sospeso più di un amministratore. Come il sindaco di Modolo Omar Hassan, che afferma: «Poche chiacchiere. Giovedì, dopo un rinvio di una settimana, la conferenza territoriale sociosanitaria affronterà la questione dell’ospedale di Bosa. Sarà mia cura stanare i vertici aziendali, facendo emergere le loro reali intenzioni. Dopodiché, rinnovando la richiesta di una assemblea congiunta di consigli comunali, forze politiche, sindacali e cittadini, riporterò le risultanze dell'incontro per le necessarie rivendicazioni al riguardo».

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