Chiosco conteso, annullata la gara
Ghilarza, il gestore aveva ottenuto dal Tar libertà sugli orari, ma il bando è nullo
GHILARZA. L’aveva appena spuntata in un’aula di tribunale che già si ritrova con un’altra gatta da pelare. Il gestore del chiosco adiacente al poliambulatorio dell’ Asl si è visto notificare dal Comune l’avviso di annullamento in autotutela della concessione del suolo pubblico ottenuta a maggio per avviare un’attività di somministrazione di cibo e bevande. L’amministrazione locale ha revocato l’atto perché viziato da un errore originato da un diritto di proprietà mai accertato prima dello scorso ottobre, quando l’ufficio legale dell’Asl ha verificato che il terreno in questione è proprietà dell’azienda sanitaria oristanese e non del Comune, come si era creduto per quasi quarant’anni. Il proprietario del bar avrà tempo 15 giorni per formulare le controdeduzioni e opporsi al provvedimento. Il problema si annuncia di difficile soluzione per l’imprenditore Fabio Porrelli, che appena due settimane fa aveva vinto il contenzioso aperto con il Comune e ora rischia la chiusura coatta. I problemi erano cominciati lo scorso novembre, quando il sindaco Alessandro Defrassu aveva emanato un’ordinanza disponendo il rispetto degli orari di apertura al pubblico stabiliti nell’accordo che disciplinava la concessione del suolo pubblico. Fabio Porrelli aveva fatto ricorso al Tar chiedendo di praticare orari più flessibili. L’amministrazione si era opposta reclamando il rispetto dei termini della locazione del terreno, concesso a condizione che l’attività del locale fosse funzionale all’utenza del poliambulatorio e dunque vincolata agli stessi orari della struttura sanitaria. Parificare il chiosco di via Santa Lucia con gli altri locali pubblici significava, secondo il Comune, stravolgere i termini di una concessione che altrimenti non sarebbe mai stata accordata con la procedura dell’affidamento diretto. Il Tar, invece, ha dato ragione al titolare del punto di ristoro, che in forza della legge sulle liberalizzazioni su cui si è basata la sentenza del giudice, aveva facoltà di praticare gli orari che voleva. Non è passato molto tempo che è arrivata un’altra tegola per il gestore: quel terreno pubblico non è del Comune ma della Asl. Secondo una ricostruzione dei fatti, dopo il trasferimento degli immobili disposto dalla Regione nel ‘78, quel lotto era sfuggito alle procedure di accatastamento dell’Asl. Il futuro è un’incognita: se la concessione sarà annullata, la Asl cederà in affitto il suo terreno?
Maria Antonietta Cossu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google