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Oristano

Da Cabras a Riola Sardo, cresce l’area dei Giganti

di Claudio Zoccheddu
Da Cabras a Riola Sardo, cresce l’area dei Giganti

L’ampliamento di 90 ettari della zona degli scavi coinvolge anche l’altro Comune Si profila il problema degli operatori agricoli: potrebbero vedere limitata l’attività

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CABRAS. Le intenzioni sembrano le migliori. Il controllo della porzione di Sinis che è stata la casa dei guerrieri di arenaria conosciuti come giganti di Mont’e Prama è destinato ad aumentare in maniera esponenziale. Per ora verrà esteso un vincolo diretto sulle terre più interessanti e, forse, più promettenti dal punto di vista archeologico.

Poi, potrebbero arrivare passi più decisi e chissà che in futuro non inizino gli espropri che potranno consentire di allargare lo scavo e di venire a capo dei misteri che caratterizzano la storia della civiltà nuragica. Anche perché, che le terre attorno allo stagno di Mar’e Pontis fossero un territorio particolarmente abitato ai tempi degli scultori dei giganti è una nozione assodata da tempo: nel solo Sinis di Cabras sono stati censiti 75 nuraghi, uno ogni chilometro quadrato.

Una densità e una ricchezza archeologica che la dice lunga e che potrebbe fare il paio con le teorie più ottimiste che raccontano come il sito di Mont’e Prama posso essere solo la punta di un complesso molto più articolato e del tutto simile a una città. Una teoria, però, mai avallata dall’archeologia ufficiale che ha preferito procedere con i piedi di piombo e che, tuttavia, sembra pronta da allungare lo sguardo verso nuove aree e nuove scoperte.

Se le indiscrezioni dovessero essere confermate, i 90 ettari di estensione della terre sottoposte a vincolo diretto dovrebbero essere quelli subito sotto lo scavo, in direzione dello stagno, e alla sua sinistra, in direzione della strada che conduce verso Putzu Idu e verso il parco dei Suoni e delle musiche del mediterraneo.

C’è anche da dire che una buona parte delle terre pronte a essere sottoposte al vincolo diretto della Soprintendenza sono però in comune di Riola Sardo, una zona di cui si parlava da tempo e che era stata indicate come possibile nuova frontiera dello scavo anche dei rilievi del georadar del professor Gaetano Ranieri, che, nelle sue ricerche, aveva riscontrato numerose anomalie oltre i confini del comune di Cabras, in cui ricade lo scavo indagato negli ultimi anni, e dentro quelli di Riola Sardo.

Anche il nuovo versante è densamente coltivato e il nuovo vincolo potrebbe creare qualche problema. Per risolverli, a Cabras come a Riola, potrebbe essere necessario l’intervento della politica locale che, fino a oggi, ha preferito glissare sui nuovi scenari archeologici del Sinis.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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