La Nuova Sardegna

Oristano

Mamma e sindaco, la lezione da Siamaggiore

di Roberto Petretto
Mamma e sindaco, la lezione da Siamaggiore

La testimonianza di Anita Pili, da un anno alla guida dell’amministrazione «Far convivere gli impegni familiari con quelli pubblici è possibile»

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ORISTANO. «Basta organizzarsi»: è una ricetta apparentemente semplice (a patto di riuscire ad alzarsi ogni giorno alle 5 del mattino) quella di Anita Pili, 33 anni, sposata e madre di due figlioletti di 5 e un anno. Alle incombenze familiari Anita Pili somma da un anno circa anche quelle di amministratore pubblico: è il sindaco di Siamaggiore, Comune con un migliaio di abitanti, a pochi chilometri da Oristano. Madre e sindaco, secondo Anita Pili, è un connubio possibile.

La recente polemica nazionale, aperta dalle dichiarazioni di Guido Bertolaso prima e di Silvio Berlusconi poi, sulla presunta impossibilità di una mamma a gestire anche le responsabilità di sindaco ha prodotto un dibattito dalle mille voci. Il sindaco di Siamaggiore è finito anche nella home page del giornale Vanity Fair. Spiega il perché è possibile conciliare l’impegno familiare con quello pubblico: «Basta organizzarsi - ribadisce -. Io mi alzo ogni mattina alle 5, preparo i figli e li porto a scuola. Poi mi dedico all’attività di amministratore pubblico».

L’obiezione è automatica: la politica nazionale è partita dal caso di Giorgia Meloni, possibile candidata al Comune di Roma. È ben chiaro a tutti che fare il sindaco a Roma non è come farlo a Siamaggiore. E ben chiaro anche a Anita Pili: «Lo so benissimo. Però c’è da dire anche che Siamaggiore non ha i servizi che può avere Roma. Se io ho bisogno di lasciare i bambini a qualcuno per un impegno improvviso, devo fare riferimento ai nonni. Da noi non esistono i baby parking. Inoltre il sindaco di una città come Roma può contare su una struttura che lo sostiene in tutto. Infine anche l’indennità del sindaco di Roma non è uguale a quella del sindao di un Comune con mille abitanti. Se Giorgia Meloni diventasse sindaco probabilmente potrebbe anche permettersi un’assistente».

A Siamaggiore l’indennità per il sindaco è di poco più di 800 euro. «Indennità piena: quando lavoravo nell’azienda di mio marito, che ho lasciato per non creare possibili incompatibilità con quella di amministratore, la prendevo dimezzata».

Anita Pili si dice “mortificata” dal pregiudizio. «Come donna e come mamma. Facciamo di tutto per avere pari opportunità e poi tutto viene azzerato. Mi è capitato sia sul lavoro e che in campagna elettorale. Qualcuno disse: ma è sposata e ha due figli. Come può fare il sindaco. Invece si può, eccome».

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