La Nuova Sardegna

Oristano

Passaggio al Sud Sardegna, appello all’assessore Erriu

di Ivana Fulghesu
Passaggio al Sud Sardegna, appello all’assessore Erriu

Laconi, i gruppi consiliari di minoranza scrivono al titolare degli Enti locali L’opposizione denuncia il pericolo di un caos amministrativo e giuridico

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LACONI. Un limbo di incertezze e caos amministrativo. È ciò che temono le opposizioni che si sono schierate contro la decisione assunta dal sindaco Zaccheddu e dalla sua maggioranza di voler transitare nella provincia del Sud Sardegna e di aderire agli enti sovracomunali del Sarcidano. I gruppi “Insieme per Laconi” e “Laconi bene comune” scrivono all’assessore regionale agli Enti locali Erriu per denunciare il pericolo che il centro collinare del Sarcidano possa avere dei danni dal tentativo affrettato di transitare dalla provincia di Oristano a quella del Sud Sardegna. La volontà della maggioranza di abbandonare la provincia di Oristano per tornare nel Sarcidano, espressa con delibera di consiglio comunale, creerebbe, secondo i firmatari della lettera, un pasticcio amministrativo di proporzioni preoccupanti visto che, nel riordino degli enti locali approvato dal consiglio regionale, Laconi è stata confermata in provincia di Oristano e quindi nell'alveo amministrativo dell'Alta Marmilla in attesa che si svolga il referendum che decreterà le sorti delle province. La confusione è tanta ancora oggi, dopo il referendum del 1991 che decretò il passaggio da Nuoro ad Oristano, perché per molte competenze amministrative (scuola, Camera di commercio, Prefettura, Inail) Laconi fa capo al centro barbaricino. Relativamente all'adesione alla provincia del Sud Sardegna, la minoranza esprime “perplessità di tipo giuridico, funzionale e pratico”. Sostanzialmente nel mirino ci sono le delibere dell' 8 febbraio scorso, di adesione alla provincia del Sud Sardegna, al Gal e alla Comunità Montana del Sarcidano. «Per poter modificare l'assetto territoriale, così come è stato fotografato dall'articolo 25 della legge di Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna, non può essere sufficiente – sottolineano i firmatari della lettera – una delibera di consiglio comunale, ma occorrerà un ulteriore passaggio legislativo dell'assemblea regionale». Stesse perplessità anche per l'adesione al Gal : «Posto che anche il Psr 2014-2020, approvato in data antecedente alla riforma degli enti locali, sembra prevedere il vecchio criterio di territorializzazione degli interventi – scrivono i gruppi che contestano le scelte dalla Giunta Zaccheddu – il rischio è quello di essere tagliati fuori e perdere il beneficio dei finanziamenti». In sintesi, la disputa sulle province è ancora aperta, a Erriu il difficile compito di sbrogliare la matassa.

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